GEAPRESS – Alla fine Titti Bufardeci nulla pagherà. Tra l’altro non è più in Assessorato, mandato a casa dopo il varo, alla Regione Siciliana, dell’ennesimo governo Lombardo. Chi ha impugnato il calendario venatorio siciliano, ovvero Legambiente e MAN (Associazione Mediterranea per la Natura), aveva ragione (vedi articolo GeaPress). Il provvedimento spara tutto era (…ancora una volta….) illegittimo. Lo ha stabilito ieri il CGA, Consiglio di Giustizia Amministrativa. Niente caccia in ZPS, SIC, Pantani della Sicilia sud orientale, lepre, coturnice, rotte migratorie. Questo perché il CGA ha confermato i punti già impugnati dal TAR. Alla prima bocciatura si erano opposte le associazioni venatorie, con i soldi dei loro tesserati, e la Regione siciliana con i soldi dei contribuenti tutti.

Adesso i cacciatori sembrano come minimo disorientati. Se la prendono con il governatore Lombardo, la Ministra Brambilla, la Lega Nord (?). Danno la loro benedizione a chi vorrà “protestare in tutti i modi“, anzi saranno loro stessi “a sostenere qualsiasi forma di protesta” (?). Non nominano, stranamente, l’Assessore Titti, rientrato nella sua Siracusa. E’ sua la responsabilità politica del calendario venatorio ora doppiamente fracassato. Ha fatto la sua bella figura con i cacciatori ed è andato via. E’ già successo, ad esempio, con il suo collega di opposte fazioni in casa Pdl, Giovanni La Via. Anche lui ha preso una sonora sconfitta con il suo calendario venatorio, ma questa non ha inficiato la promozione al Parlamento Europeo dove ha votato la Direttiva pro vivisezione. Vedi che danno che fanno i cacciatori. Infine però, anche loro, grazie a Legambiente e MAN, ci sono rimasti fregati. Oppure, tutto sommato, hanno fatto bella figura con gli armati tesserati nell’eterna antipatia che regna tra più gruppi di associazioni venatorie.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).