GEAPRESS – Si chiude tra poche ore la stagione di caccia 2011-2012. Una stagione tra molte ombre e qualche luce, ha commentato il WWF ricordando le molte questioni ancore aperte sul piano della legittimità. Le famigerate cacce in deroga, tanto per citarne una. Uccelli appartenenti a specie protette e particolarmente protette per le quali viene ancora autorizzata la caccia come la cattura per servire i cacciatori di capanno. Avviene in Liguria, Lombardia, Veneto oltre che, per la sola cattura, anche in Toscana ed Emilia Romagna. Vi sono poi i tanti, troppi, tentativi messi in campo dalle Regioni per favorire ulteriormente il mondo venatorio. Interessi di parte che, secondo Patrizia Fantilli, Coordinatore Guardie venatorie WWF Italia, devono far riflettere gli amministratori locali sul fatto che, ove pur si tratti di istanze legittime, riguardano comunque interessi non generali ma di una categoria.

Forse, però, questo è solo un aspetto più particolare di una più grave ed ampia sproporzione in favore del mondo venatorio che porta ancora l’Italia ad avere una sola legge sulla tutela della fauna selvatica. E’ quella sulla caccia, ovvero la 157/92.

Un assurdo, sempre secondo il WWF, che andrebbe urgentemente eliminato con l’approvazione di una vera legge per la “tutela della biodiversità”, di cui la fauna selvatica è componente essenziale.

E che dire delle cacce di cosiddetta selezione. Lo ricorda l’ENPA di Savona, con le femmine di capriolo che saranno uccise, in quella provincia, fino al 15 marzo, per non parlare dei cinghiali che si possono abbattere finanche sul terreno innevato.

Chiusura ufficiale ma non generale, dunque. Aspetti che ad ogni modo non tengono conto del dilagante fenomeno del bracconaggio. Tanti punti caldi, come le vallate del bresciano, ma anche gli appostamenti abusivi del vicentino, per non parlare della caccia nel Delta del Po. E che dire, poi, del bracconaggio nelle piccole isole? Le Pontine, ad esempio, ma anche le isole circumsiciliane ed una fetta consistente della stessa Sardegna con il Sulcis ed il Basso Inglesiente avviliti da decine di migliaia di trappole per la piccola fauna alata. A rischio anche i rapaci, ad esempio nello Stretto di Messina, ancora oggetto di una consistente attività di bracconaggio in danno a tutti i grandi veleggiatori. Rapaci e cicogne, in primis.

Tutte situazioni spesso tollerate e contro le quali lo Stato fa fronte con un numero sicuramente non adeguato di personale del Corpo Forestale dello Stato al quale spettano, tra l’altro, anche funzioni di controllo sull’agroalimentare. Vi sono poi i volontari e le stesse Guardie volontarie delle Associazioni. Diventano spesso oggetto di gravi minacce come nell’isola di Ischia e nel cagliaritano, per quanto riguarda i volontari della LIPU, per non parlare dei fucili puntati contro le Guardie del WWF di Salerno. A Ponza, poi, i volontari della LAC e del CABS vennero salutati, alla loro partenza, con un poco desiderabile volantino di brutti auspici. Un motivo in più per andare avanti.

L’aspetto forse più sintomatico dello sconfortante quadro di diffuso permissivismo, riguarda però i provvedimenti messi in atto dalle Regioni. Quelli relativi alla stagione venatoria che si sta per chiudere, il WWF li ha riassunti nella scheda che vi proponiamo. Da Nord a Sud, il federalismo venatorio, ovvero il favoritismo di un interesse di parte, è ormai in vigore. In barba a disposizioni nazionali e comunitarie:

ABRUZZO: Successive diffide e ricorsi al TAR di WWF e altre Associazioni. Alla fine la Regione Abruzzo nel dicembre vara la quarta versione del calendario venatorio, decidendo finalmente di ottemperare alle prescrizioni di legge e a ridurre quindi i periodi di caccia a specie come beccaccia, anatidi, tordi.

CAMPANIA: La Regione recepisce alcune limitazioni su particolari specie (tordi, beccaccia, alcuni anatidi), ma concede ben 5 giornate della dannosissima preapertura ai primi di settembre e approva il posticipo (unica Regione insieme al Veneto) della chiusura a febbraio. Il WWF ricorre al TAR, che sospende il calendario nella parte riguardante la preapertura. Decine di migliaia di animali vengono salvati grazie all’intervento delle Associazioni.

LIGURIA: La Regione approva illegittimamente un calendario di valenza pluriennale, emana norme che non tutelano in modo adeguato i valichi montani, approva la caccia in deroga rispetto alle direttive europee sulla specie. Il WWF presenta un esposto al Governo, che impugna di fronte alla Corte Costituzionale il calendario. L’Associazione ricorre inoltre al TAR e invia un reclamo alla Comunità Europea sullo storno. L’Italia viene messa ‘in mora’ dalla Comunità Europea per violazione delle norme comunitarie. A dicembre la Regione è costretta a ritirare la delibera. Per fare un regalo ai cacciatori la Regione rischia di far pagare ai cittadini italiani pesantissime sanzioni.

LOMBARDIA: Il calendario non rispetta i periodi indicati dall’ISPRA e la Regione addirittura torna ad approvare la caccia in deroga ai piccoli uccelli. Il WWF produce una diffida alla Regione e una denuncia alla Commissione Europea e alla Corte dei Conti. La messa ‘in mora’ dell’Italia da parte della Comunità Europea convince a Regione a battere in ritirata e abrogare la propria legge. Ciò avviene però solo a dicembre, dopo che è stata fatta illecita strage dei piccoli migratori.

VENETO: La Regione torna ad approvare la caccia in deroga ai piccoli uccelli come fringuello, peppola, frosone, pispola, pispolone, storno. Le Associazioni denunciano il caso alla Comunità Europea. La LAC ricorre al TAR, che prima sospende e poi riavvia la delibera, La caccia in deroga viene poi finalmente sospesa dal Consiglio di Stato.

MARCHE: Anche qui un calendario pluriennale che non consente di adeguare il prelievo al mutare dello status delle popolazioni. Il Governo, a seguito di esposto del WWF, impugna la legge di fronte alla Corte Costituzionale.

SARDEGNA: Ricorso di WWF e altre Associazioni sul calendario venatorio. Il Consiglio di Stato sospende il calendario. La Regione non si adegua al provvedimento del giudice e le Associazioni presentano una denuncia penale al Tribunale di Cagliari.

TOSCANA: Calendario regolato da una legge pluriennale per cui il WWF e altre Associazioni già da ricorso dell’anno precedente sono in attesa di valutazione del TAR ed eventuale Corte Costituzionale. Le Associazioni ricorrono anche contro il nuovo Testo Unico dei Regolamenti sulla caccia. A seguito di esposto del WWF. La Procura di Firenze pone sotto sequestro e in gran parte restituisce alla vita libera circa 500 uccelli da richiamo detenuti da cacciatori a seguito di leggi che erano state annullate dalla Corte Costituzionale per illegittimità.

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