GEAPRESS – I lori misfatti hanno indignato numerosi cittadini serbi che, in queste ore, stanno rispondendo all’appello lanciato dagli animalisti. Due cacciatori italiani, fermati e lasciati andare dalla Polizia di Bujanovac, nel sud del paese, quasi al confine con la Macedonia. Almeno 450 uccelli, molti dei quali appartenenti a specie protette. Poi le armi, secondo alcuni detenute illegalmente. I due sono stati visti assieme alla polizia che li ha fermati, senza nulla opporre. Qualcuno ha, però, fotografato il tutto (polizia compresa) e indignato dal comportamento, si è rivolto alle Associazioni animaliste.

Si tratterebbe di sei italiani, due dei quali coinvolti nei fatti. Usufruiscono di una guida locale e di un fuoristrada affittato in loco. Secondo quanto si è avuto modo di sapere in queste ore, sarebbe stato diffuso solo parte del materiale fotografico e si spera che almeno alla frontiera, il gruppetto di nostri connazionali con fucile e selvaggina, possa essere fermato. E’ probabile però, visto il clamore suscitato in Serbia, che gli animali abbattuti, come spesso capita nei viaggi di caccia, non vengano trasportati insieme al gruppo.

L’appello, ed il relativo materiale fotografico, è stato inviato al Ministro dell’Interno, al Capo della Polizia ed a quello della Polizia Criminale.

Secondo Andrea Rutigliano, Responsabile italiano del CABS, l’organizzazione transnazionale che si occupa di bracconaggio e cha ha ora diffuso la notizia, già da molti anni i viaggi turistico venatori verso l’Est europeo sono utilizzati dai cacciatori italiani.

In barba alle leggi locali – ha dichiarato Rutigliano – riempiono i loro carnieri. L’anno scorso avvenne il sequestro di migliaia di uccelli fra Ungheria, Romania e Bielorussia“.

Eppure nonostante l’attenzione sollevata i siti web delle agenzie turistiche brulicano di offerte venatorie, dove spesso si incita anche all’infrazione (vedi articolo GeaPress).

Quello che importa a questi cacciatori – ha concluso il Responsabile italiano del CABS – è di divertirsi abbattendo il più alto numero di animali possibile: non importa quale sia la specie o se stia scomparendo dall’Europa“.

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