GEAPRESS – All’aeroporto di Malta un cittadino libico è stato fermato con all’interno della valigia ben 130 piccoli uccelli canori. Gli animaletti erano rinchiusi in scatole di cartone del tipo di cibo per gatti, a sua volta tutte stipate in un bagaglio. In base a quanto riportato dai giornali maltesi, parrebbe che fossero presenti alcune specie allevate, come pappagallini e canarini. Alcuni di loro venivano peraltro rinvenuti già morti. Il libico si è difeso sostenendo di non sapere dell’illegalità di quanto commesso. Non si capisce però, il perchè dell’occultamento.

Considerata la disastrosa situazione venatoria di Malta, anche sotto il profilo delle pene relative al maltrattamento di animali, è molto probabile che la restante parte degli uccelli appartenessero alla fauna selvatica. In quel paese, infatti, l’uccellagione non è reato, e quelli che da altre parti sarebbero considerati bracconieri, sono riuniti in associazioni legalmente riconosciute. Praticano anche la caccia primaverile (vedi articolo GeaPress).

Più volte, anche nel recente passato, interi carichi di piccoli uccelli selvatici, illegalmente catturati, sono stati sequestrati in Sicilia ed erano diretti proprio a Malta. Un grosso sequestro di cardellini avvenne tempo addietro nei pressi dell’approdo di Portopalo di Capo Passero, in provincia di Siracusa. Ad intervenire la Guardia di Finanza. Gli animaletti erano pronti per essere imbarcati, verosimilmente, in qualche peschereccio compiacente. Gli uccellatori erano calabresi, cosa che fa pensare ad un traffico ben più ampio di quello che si può immaginare.

La Polizia maltese ha altresì dichiarato che ormai i sequestri di questo genere, tutti in direzione della Libia, avvengono almeno un paio di volte al mese. Ed in effetti ai primi di gennaio un altro libico venne condannato al pagamento di 230 euro per aver maltrattato 157 uccellini, anch’essi stipati all’interno di piccole gabbie. Due vennero rinvenuti morti. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).