GEAPRESS – I due bracconieri sono stati notati dai Carabinieri della Stazione di Palermo-Mezzo Monreale a seguito del loro atteggiamento sospetto. Si erano sistemati in un tratto di campagna nei pressi di Borgo Molara, tra Palermo e la vicina cittadina di Monreale.

I militari fermati i due palermitani, entrambi già noti alle Forze dell’Ordine, hanno rinvenuto oltre agli 11 cardellini, dieci di cattura ed uno utilizzato come zimbello da richiamo, un piccolo arsenale utilizzato per la cattura dell’avifauna protetta dalla legge. Venivano così posti sottosequestro tre gabbie, due reti per la cattura, vari chiodi in metallo e bacchette in legno utilizzati per stendere la rete, un’intera bobbina di filo di ferro ed un’altra di spago, varie borse e teli , ed un falce.

I due pregiudicati sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per il reato di uccellagione. La stessa Autorità disponeva l’immediata liberazione degli animali, una volta constatato il buono stato di salute da parte del Corpo Forestale della Regione Siciliana nel frattempo allertato. Secondo i Carabinieri i due bracconieri erano certamente degli esperti nella cattura di piccola fauna protetta.

Il destino di questi animali oltre ai contatti diretti con i soggetti interessati all’acquisto (spesso acquirenti di altre regione italiane) sono i mercatini rionali e sopratutto il mercato domenicale di Ballarò. In tale posto è infatti possibile, la domenica mattina, assistere alla vendita illecita di centinaia di piccoli uccelli canori, tutti protetti dalla legge. Quello di Palermo, dopo l’analogo mercato di Sant’Erasmo a Napoli, è il più grande luogo di vendita illegale di fauna selvatica. Cardellini, fringuelli, verdoni, in genere utilizzati da allevatori i quali rivendono gli animali con particolari piumaggi o tonalità di canto per parecchie centinaia di euro.

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