richiamo sul terro
GEAPRESS – Una furbizia che di certo non sarà facile poterla scordare. Un bracconiere di Senigallia (AN), credendo evidentemente di sfuggire ai controlli, aveva collocato il richiamo elettroacustico (mezzo di caccia vietato) sul tetto di una casa. Il richiamo, attivato tutta la notte, aveva così attirato gli uccelli selvatici, alcuni dei quali sono stati abbattuti alle prime ore dell’alba.

Nei pressi, erano però appostati i Forestali di Senigallia che hanno provveduto a identificare il bracconiere e deferirlo all’Autorità Giudiziaria. A finire sotto sequestro sono state le armi, munizioni, selvaggina ed il richiamo elettronico illecito. Quest’ultimo, però, è stato recuperato dai Vigili del Fuoco. Chi lo aveva piazzato aveva avuto cura di sistemarlo in un posto difficile da raggiungere.

E’ comunque l’uso ancora molto frequente dei richiami ad essere sottolineato dal Corpo Forestale dello Stato.

Ad Offida (AP), un altro dispositivo è stato trovato blindato in una cassa metallica ed appeso ad un albero con una catena. In questo caso sono in corso le indagini per individuare il colpevole. Trovato anche un secondo richiamo. Ad intervenire, in questo caso, sono stali i Comandi Stazione dei Forestali di Castignano e Amandola (FM).

Ha invece un nome, ed una licenza di caccia come il primo, un altro bracconiere sorpreso dai Forestali di Ascoli Piceno mentre disattivava un richiamo e si apprestava ad abbattere gli uccelli così attirati. Di lui si occuperà la Procura della Repubblica di Ascoli Piceno.

Tutti i dispositivi rinvenuti erano dotati di timer che ne regolava l’accensione durante le ore notturne per poi disattivarsi al momento dell’attività venatoria illecita. Elevatissimo, sempre secondo la Forestale, il danno che queste attività producono agli uccelli in migrazione. Nelle giornate più idonee vengono attirati da un solo richiamo, e conseguentemente abbattuti, fino a 40 esemplari.

I due bracconieri denunciati potrebbero avere la licenza di caccia sospesa. Rischiamo inoltre una ammenda.

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