bracconaggio forestale
GEAPRESS – Vere e proprie baracche con tetti in eternit e con all’interno animali rinchiusi in gabbie e recinti giudicate dagli inquirenti in condizioni pessime. Questo secondo quanto riportato dal Corpo Forestale e dalla Polizia di Stato di Senigallia (AN) che, negli stessi luoghi, hanno altresì rinvenuto attrezzatura per la caccia illegale, venti armi da sparo, cartucce  e diversi chili di polvere da sparo.

Il primo intervento della Polizia di Stato, in considerazione di quanto ritrovato, ha comportato l’arrivo della Forestale. In tale contesto veniva rilevata la presenza di animali selvatici non cacciabili oltre che attrezzi riconducibili al fenomeno dell’uccellagione. In particolare venivano ritrovati circa 20 uccelli selvatici illegalmente detenuti, alcuni dei quali impigliati nelle reti e già morti. Non mancavano inoltre diversi cinghiali con cuccioli in precarie condizioni e numerosi animali tra cui cani, maiali, asini, galline. Secondo gli inquirenti sarebbero stati  anch’essi detenuti in cattivo stato di cura. Tutta l’area veniva posta sotto sequestro così come le attrezzature, quali, gabbie, lacci e trappole, utilizzati nell’attività venatoria illecità.

L’uomo, però, era in possesso di un porto d’armi.

Il primo intervento della Polizia di Stato consentiva di rilevare la presenza di armi lunghe. Dopo il rinvenimento di un primo fucile illegalmente detenuto e di 200 cartucce (in un primo momento l’uomo avrebbe riferito di 100) i controlli venivano estesi all’abitazione. Qui venivano trovati  altri 15 fucili, di cui uno che non sarebbe  mai stato denunciato al Commissariato. Le armi, inoltre, sarebbero state custodite in modo irregolare, all’interno di un armadio con dell’abbigliamento. Nei luoghi anche due pistole, una delle quali è risultata mai denunciata al Commissariato. Il totale delle cartucce saliva a 900, decisamente di più rispetto alle 100 dichiarate.

Tutte le armi, le cartucce e la polvere da sparo venivano poste sotto sequestro, sia in relazione ai reati di detenzione abusiva di armi, omessa custodia di armi e omessa denuncia di materie esplodenti, sia al fine di procedere alla revoca della licenza di porto d’armi.

Accertamenti sono ora diretti a verificare se vi sia stato il maltrattamento degli animali detenuti, domestici e non.

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