richiami vivi II
GEAPRESS – “Le modifiche apportate alla legge nazionale sul tema dei richiami vivi non superano i rilievi della Commissione europea. Il Governo valuterà già dalla legge Europea 2014 la revisione della legge e le eventuali modifiche da apportare”. Questo, in sintesi, l’impegno a cui il Governo è chiamato dall’Ordine del Giorno appena approvato dal Senato nell’ambito della Legge Europea 2013.

L’Ordine del Giorno, presentato da vari Senatori con prima firmataria Monica Cirinnà, chiarisce bene, ad avviso di un nutrito cartello di associazioni, la questione: le norme italiane “che autorizzano l’attività di cattura, allevamento e utilizzo degli uccelli come richiami vivi hanno determinato la messa in mora dell’Italia da parte della Commissione europea”, la quale “ha evidenziato come la cattura degli uccelli selvatici a fini di richiamo sia un’infrazione alla Direttiva Uccelli e che non vi sia la necessità di consentire tale pratica neanche in regime di deroga”.

La caccia, infatti, “potrebbe avvenire innanzitutto senza l’utilizzo di richiami o per esempio con l’utilizzo di richiami a bocca”.

Per questo, il Governo si impegna a rivalutare subito il caso, già a partire dalla Legge Europea 2014 che avvierà l’iter tra pochi giorni, “al fine di accogliere pienamente i rilievi mossi dalla Commissione in merito alla violazione della direttiva Uccelli ed apportare le conseguenti eventuali modifiche”.

Animalisti Italiani, CABS, ENPA, LAC, LAV, LIPU Birdlife Italia e WWF Italia, nel ringraziare la Senatrice Cirinnà, sottolineano come sia stata dimostrata  la fondatezza di quanto sostenuto dal mondo ambientalista ed animalista: la modifica apportata alla legge nazionale lo scorso agosto, con la conversione del decreto 91, fosse del tutto insufficiente a risolvere il problema dei richiami vivi.

Eppure, riferiscono sempre le associzioni, questo era già chiaro dalla lettera che nel luglio scorso la Commissione europea ha trasmesso all’Italia, con la quale evidenziava che la cattura degli uccelli selvatici a fini di richiamo va giudicata illegittima ai sensi sia dell’articolo 8 della direttiva Uccelli, che vieta l’utilizzo delle reti per catturare uccelli, sia dell’articolo 9, che prevede la possibilità di deroga. Ciò significa quindi che è la cattura degli uccelli selvatici a fini di richiamo va sempre vietata, perché esistono varie soluzioni alternative alla cattura degli uccelli per farne richiami vivi per la caccia.

A quella lettera la Commissione potrebbe tra brevissimo far seguire il Parere motivato contro l’Italia, che è l’atto d’accusa dettagliato e l’ultimo passaggio prima del processo in Corte di Giustizia.

L’Ordine del Giorno di oggi che ad avviso delle associazioni sancisce  la necessità di intervenire subito, sia da parte del Governo che del Parlamento, eviterebbe altresì il rischio di condanna della Corte europea. Una pratica, quella dei richiami vivi, che i protezionisti definiscono “terribile” e che già nelle prossime settimane potrebbe portare alla cattura di altre decine di migliaia di piccoli uccelli migratori, in Lombardia ed Emilia-Romagna.

Non c’è più tempo da perdere: “l’appuntamento è per la Legge Europea 2014, e il Governo faccia quello che è giusto e quello che deve”.

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