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GEAPRESS – Una esigenza impellente di procedere ad una consistente riduzione delle infrazioni che gravano in capo all’Italia.

In tal maniera il presidente della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) Senatore Vannino Chiti, ha esposto i serrati lavori ai quali dovranno sottostare i disegni di legge 587  (Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2013) e  588. Quest’ultimo è relativo alle “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013“. Tra i suoi articoli anche quelli relativi alle cacce in deroga a specie protette e particolaremtne protette.

Il Senato, però, rischia di  approvare una riforma che invece di risolvere la procedura di infrazione, potrebbe fornire un escamotage per tali cacce (vedi articolo GeaPress). Già in più occasioni proprio queste modalità venatorie sono state oggetto di intervento dei TAR, della Corte Costituzionale ed infine della Corte di Giustizia europea. Nella fattispecie l’Italia è ora alla sua seconda procedura di infrazione.

In pratica quello che si vorrebbe, grazie ad una concertazione insindacata avvenuta in seno alla Conferenza Stato-Regioni, è togliere l’esclusività dell’ISPRA sui pareri che hanno più volte bocciato le autorizzazioni delle Regioni in favore delle cacce in deroga. Come è noto l’ISPRA è l’organo tecnico al quale lo Stato ha affidato anche alcuni compiti sulla gestione della fauna selvatica. Un sogno, più volte dichiarato da alcuni politci vicini agli ambienti dei cacciatori, è di portare la scelta tecnica nell’ambito di non meglio precisati istituti regionali. E’ quello che ora propone  il ddl 588.

Dunque, lunedì 17 alle ore 19.00 scadranno i tempi di presentazione degli emendamenti.  La Commissione dovrà poi licenziare i due testi (ossia approvare i relativi emendamenti e subemendamenti) nelle giornate di mercoledì 26 e giovedì 27 giugno. Si ricorrerà nel caso alle convocazioni  notturne. Il 2 luglio il testo arriverà in aula.

Nel ddl sono altresì previste le sanzioni per chi non ottempera alla Direttiva sulla protezione delle  galline ovaiole oltre che norme riguardanti gli equidi.

In merito ai provvedimenti considerati nel Ddl 588 il presidente Chiti ha dichiarato che se le procedure non verranno “sanate celermente, rischiano di tradursi in tangibili sanzioni pecuniarie, le quali, considerata la grave situazione economica del Paese, non potrebbero essere assolutamente comprese o giustificate dal cittadino contribuente”.

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