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GEAPRESS – Lo scenario dove si svolge l’incredibile vicenda potrebbe rappresentare un buon esempio di naturalizzazione di un’area degradata. Si tratta, infatti dell’ex discarica di Selvazzano Dentro (PD), sita in via Bressan.

A riportare la notizia è il Gruppo di Intervento Giuridico ed il Coordinamento Protezionista Padovano che riferisce di “sentieri” segnati da un trattore. Tra le fitta vegetazione che ha riguadagnato terreno, i “sentieri” dovrebbero servire ad uccidere una intera famigliola di volpi. Già nel 2014, riferiscono i protezionisti, è un successo un fatto simile.  In quell’epoca, un gruppo di bracconieri, tuttora rimasti impuniti, era venuto a conoscenza della Volpi. Per questo, facendo irruzione nella piccola oasi felice, massacrò i poveri animali. Di loro rimangolo solo alcune fotografie (vedi foto).

Una coppia di animali superstiti ha provato nel tempo a ricostituire un piccolo nucleo, ma il loro destino sarebbe messo di nuovo a rischio.

Ad inizio febbraio 2015, infatti, alcuni attivisti del GrIG e del CPP hanno notato e documentato la creazione di ampi camminamenti tra rovi e arbusti, nell’area dell’ex discarica. Vere e proprie vie di accesso creati con uno sminuzzature collegato ad un trattore. Il tentativo sarebbe proprio quello  di stanare le volpi con la sanguinosa e violenta pratica della “caccia in tana” che comporta anche l’impiego di cani per scovarle e dilaniarle.

A questo proposito il GrIG prende malvolentieri atto della Delibera della Provincia di Padova con la quale è stato approvato il Piano di Controllo numerico della volpe nelle zone di ripopolamento e cattura per il triennio 2013-2016. Piano per il quale l’ISPRA ha espresso parere favorevole.

Tuttavia, riferiscono i protezionisti, l’uccisione delle volpi al di fuori della stagione venatoria (terminata il 31 gennaio 2015) e al di fuori delle ZRC (zone di ripopolamento e cattura) è consentita a breve distanza dal confine delle stesse e solo in via eccezionale. L’ex discarica di Selvazzano non presenterebbe queste caratteristiche in quanto non prossima ad una ZRC.

Eppure, per alcuni, le cose sembrano non stare così. Dunque la promessa dei protezionisti: “Chiunque torni a perseguitare le volpi dell’ex discarica di Selvazzano troverà gli attivisti del GrIG e del CPP ad attenderlo“.

Chiunque sia a conoscenza di fatti ed elementi utili per risalire ai nomi dei bracconieri e ricostruire la dinamica del massacro delle volpi di Selvazzano può contattare il GrIG e il CPP agli indirizzi mail grigveneto@libero.it e protezionismo.padova@gmail.com o telefonare al numero 349/3146642 (no mitomani e no perditempo).

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