reti uccellagione
GEAPRESS – Un negozio di reti di Monte Isola (BS) nell’isola omonina del lago d’Iseo e un laboratorio in Sulzano (BS) nella sponda innnazi a Monte Isola.

All’interno, afferma la Guardia di Finanza di Pisogene (BS) sarebbero state poste in vendita, anche per il tramite delle modalità di market on line, centinaia di reti normalmente utilizzate nei boschi per la caccia ai volatili. La detenzione e commercializzazione, afferma sempre la Finanza, è vietata dalla legge. Non solo, le reti sarebbero state vendute in evasione fiscale.

In particolare, le fiamme gialle pisognesi, in ottemperanza a quanto stabilito dalla Legge Regionale n. 26 del 1993 che prevede il divieto di detenzione e/o vendita di tali reti da uccellagione, dopo aver effettuato gli specifici controlli, hanno proceduto ad elevare sanzioni amministrative e provvedere al sequestro, rispettivamente di 406 e 327 reti (a tramaglio e miste-net) che solitamente i bracconieri utilizzano nei boschi per la cattura di uccelli con la tecnica del “roccolo”, attraverso la quale gli animali che rimangono impigliati ed imprigionati muoiono anche dopo giorni di agonia.

La caccia agli uccelli con la tecnica del “roccolo” è una pratica attualmente illegale su tutto il territorio nazionale, in virtù di quanto sancito dalla Legge n. 157 del 1992, in materia di protezione della fauna selvatica. Le uniche deroghe ammesse interessano, esclusivamente, gli istituti scientifici delle Università e del Consiglio Nazionale delle Ricerche ed i musei di storia naturale.

Gli interventi, maturati nell’ambito delle attività di controllo sulla corretta emissione di scontrini e ricevute fiscali, proseguiranno incessantemente con le attività di prevenzione da parte del Corpo anche finalizzate alla tutela del territorio e dell’ambiente, con il preciso intento di scongiurare la compromissione dell’habitat naturale.

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