GEAPRESS – L’unica cosa con la quale si può essere d’accordo con il Sindaco di Rocchetta Vara (SP) Riccardo Barotti (nella foto) è che la sua inziativa sarà molto conosciuta. Se voleva notorietà l’ha avuta sebbene, forse, non come sperava.

In un recinto del piccolo Comune dell’entroterra spezino quasi al confine con la Toscana, verrà sistemato un cinghiale, un cacciatore e i cani. La scuola di caccia, non sarà per futuri cinghialisti. Bensì per bimbetti di quarta e quinta elementare. Le intenzioni del Sindaco Riccardo Barotti (PD) sarebbero quelle di insegnare a difendersi dall’assedio degli animali (!?). Detta così sembra di trovarsi innanzi una copertina della domenica del corriere di parecchi decenni addietro con l’improbabile aquila che lottava con un soldato, sebbene ad armi pari. Eppure, a sentire il loro Sindaco, gli abitanti di Rocchetta Vara sarebbero quasi tutti cacciatori, tanto che le stesse riunioni di Giunta, quando la stagione di caccia è aperta, verrebbero spostate in funzione degli instinti di un tempo che fu.

Sul Sindaco sono piovute le critiche dell’Associazione Chiliamacisegua che, chiede alle autorità competenti di intervenire ricordando al Sindaco cosa sia il rispetto per la vita. Si può insegnare la morte? Si chiede Chiliamacisegua che bolla come intollerabile, diseducativo e feroce il … metodo di studio.

Il Sindaco, però, precisa che non vi saranno scene truculente e che alla lezione parteciperà pure l’insegnante di scienze (sic!).

Ironizza su “libro e moschetto” di mussoliniana memoria la LAC (Lega Abolizione Caccia) che richiama la coincidenza del 25 aprile scelta del Sindaco PD per annunciare l’iniziativa. Il recinto dove si terrorizzerà il cinghiale diventa a Rocchetta Vara, “parco con cinghiali”. Una sorta di catechismo venatorio che dimostra, secondo la LAC, come i cacciatori siano ormai fuori ogni credibilità, ovvero coinvolgere i bambini per tentare di rinverdire il preoccupante innalzamento della loro età media.

Eppure non si tratta di un caso isolato. In Toscana le scolaresche sono state coinvolte ad assistere alle operazioni di cattura e ripopolamento di salvaggina (… per i fucili dei cacciatori). In provincia di Brescia, poi, sono stati invitati, sempre con la collaborazione di un ente pubblico, a studiare le trappole. Vi è stata poi la mostra della caccia di Vicenza. Lì c’erano pure i video giochi dove sparare agli ungulati. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

VEDI AGGIORNAMENTO 28/04/2011