GEAPRESS – Due milioni di euro dall’Europa per sterminare lo scoiattolo grigio, pericolo per l’ecosistema e antagonista dello scoiattolo rosso. Ma quanti sono gli animali “bersaglio” di una difesa della biodiversità tutta da dimostrare? Nel suo libro “Il Grido degli Innocenti”, Ermanno Giudici, Presidente della sezione milanese di ENPA, ne elenca tantissimi. Nutrie, piccioni, cornacchie, cinghiali, tartarughe guance rosse, rane toro, punteruolo asiatico, vongola indopacifica, gamberi della Louisiana, parrocchetti dal collare, procioni e ora lo scoiattolo grigio. Tutti da “eradicare”, secondo cruda terminologia in realtà foriera, secondo l’esponente di ENPA, di sofferenze per gli animali.

Da anni i nostri amministratori – sostiene nel libro Ermanno Giudici – troppo spesso sostenuti da esponenti di comunità scientifiche dubbie e da componenti venatorie ansiose di fare il tiro al bersaglio, si impegnano, senza alcun risultato nell’eradicazione, selezione, contenimento di specie animali“. Si tratta di animali in alcuni casi arrivati casualmente. Seguendo involontariamente il traffico commerciale, come nel caso del punteruolo rosso, e trovando un ambiente confacente alla loro riproduzione.

Il più delle volte – ricorda Ermanno Giudici – questi animali li abbiamo importati come animali da compagnia, da reddito o per uso venatorio: lo scoiattolo grigio, le trachemis, i parrocchetti dal collare e lo scoiattolo grigio per godere, in modo univoco, della loro compagnia; i gamberi della Louisiana, le nutrie e i procioni per fini commerciali, i cinghiali, le minilepri e gli stessi fagiani per far contenti i cacciatori“.

Eppure, quando i nodi vengono al pettine, si tenta di scioglierli a colpi di fucile. Magari, sostiene Ermanno Giudici, per far divertire i selecontrollori, gli agricoltori e gli ignoranti (nel senso di ignorare la reale complessità del problema) decidiamo che queste specie “alloctone”, nome complesso che è il contrario di autoctone, che significa indigene delle nostre latitudini, vanno eradicate. In pratica se ne consente la cattura in ogni stagione, fuori anche dai periodi di caccia ma delegandone la cattura a improbabili collaboratori, spesso cacciatori. Di questi animali ne ignoriamo le necessità, il loro benessere e li sopprimiamo gasandoli, dislocandogli le vertebre o, come spesso accade, a bastonate.

L’esito di queste battaglie, che sono un maltrattamento per gli animali – denuncia nel suo libro Ermanno Giudici – hanno portato all’eradicazione degli ospiti indesiderati nello 0% dei casi: un completo fallimento!“.

Peccato che mai ai legislatori poco illuminati, sia nazionali che europei, sia venuto in mente di mettere un bando alla commercializzazione ed importazione di ogni specie alloctona che possa avere, anche solo come possibilità, quella di riprodursi nei nostri climi. Insomma, siccome si è incapaci di prevenire, dimostrando un’incapacità tragica, si preferisce far finta di riuscire ad eradicare: dimenticando che l’uomo non ha nessuna capacità di regimare la natura ma solo quella, quando vi è saggezza, di contenere i danni.

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