capriolo II
GEAPRESS – E’ ripresa ieri  e proseguirà fino al 29 settembre ogni lunedì, giovedì e sabato. L’uccisione dei caprioli, avverrà  in boschi per i quali la Protezione Animali di Savona sottolinea la scarsa visibilità oltre che la possibile frequentazione di persone.

La caccia ai caprioli maschi da parte dei cacciatori di selezione, colpirà 1.496 indifesi animali.

Secondo l’ENPA, però, i colpi di fucile potrebbero spaventare decine di altre specie animali ancora alle prese con la cura e l’accrescimento dei piccoli. La colpa, sempre secondo l’ENPA, sarebbe dei “politici amici dei cacciatori” e delle leggi “ridotte ad un colabrodo“. Si tratterebbe delle norme che consentono di derogare al divieto, già nel passato  oggetto di ricorsi al TAR ed alla Corte Costituzionale. Nel frattempo, però il danno al mondo animale è compiuto.

Questa caccia di selezione, come quella al cinghiale, non avrà ripercussioni sulla popolazione complessiva delle specie – denuncia l’ENPA di Savona  che riporta come  le battute straordinarie al cinghiale sarebbero ormai giornaliere e tutto l’anno. Un fatto che però non determina la riduzione del numero di ungulati ed i danni alle colture. “Si spiega così come mai gli appelli lanciati da quindici anni dalla Protezione Animali savonese di coinvolgere il mondo scientifico per ricercare metodi di contenimento diversi dal fucile, sistematicamente fallito nel contenere le  popolazioni animali, siano ignorati dai politici ed amministratori“.

Secondo l’ENPA esiste  un serio studio scientifico sugli ungulati  che dimostra che la caccia, distruggendo l’organizzazione sociale dei branchi, moltiplica il numero delle gravidanze e quindi delle nascite, con il risultato che nei territori aperti alla caccia cinghiali, caprioli e daini sono percentualmente superiori rispetto alle zone vietate.

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