GEAPRESS – Per l’Assessore alla Caccia della Provincia di Savona Paolo Ripamonti, avere anticipato la chiusura della caccia ai tordi al 20 gennaio, è una “fesseria“. L’incredibile esternazione è stata riferita in un servizio video del giornale savonese IVG.it. Ripamonti (LN), che è anche cacciatore, ha così criticato il calendario venatorio regionale che ha anticipato i tempi di chiusura, anche se la Regione ha poi accettato talune proposte migliorative anche alla luce di una lettera inviata dalla Provincia di Savona, congiuntamente alle Associazioni Venatorie e agli Ambiti Territoriali di Caccia. Per fortuna c’era sempre il calendario venatorio provinciale, sebbene, per i pochi giorni intercorsi rispetto a quello regionale, non c’è stato molto da potersi “inventare”. A parlare è sempre Ripamonti il quale aggiunge poi come il calendario provinciale è riuscito ad ampliare le zone di gestione della caccia, soprattutto alla lepre.

L’occasione di riferire di questa sorta di caccia fatta in casa, è stata oggi fornita dalla presentazione del piano della Provincia sull’emergenza cinghiali. Ne hanno censiti 10.000 e, secondo la legge regionale, ne potrebbero abbattere fino al 90%.

Sono dispiaciuto delle dichiarazioni di Ripamonti – ha riferito a GeaPress Gianni Buzzi, Vicepresidente dell’ENPA di Savona – dimostra, ancora una volta, cosa succede non sentendo anche le nostre proposte. A mio avviso – ha aggiunto Buzzi – è una fesseria la caccia già nel mese di gennaio quando le specie stanziali iniziano i preparativi per la riproduzione e sono in atto i primi movimenti migratori“. L’ENPA ricorda come un solo giorno di caccia in meno, porterebbe a degli effetti positivi per le popolazioni delle due specie, tordo bottaccio e tordo sassello.

Per il responsabile dell’ENPA basta guardare gli stessi dati forniti dagli uffici provinciali. “Dall’esame dei tesserini di caccia – ha spiegato Busi – della stagione venatorio 2008-2009, una delle ultime per le quali sono stati resi noti i dati, si evince come a livello regionale su 346.000 abbattimenti ben 254.000 hanno riguardato le due specie di tordi. Per la sola provincia di Imperia, poi, si è arrivati a 130.000 tordi su 156.000 abbattimenti. Anche un solo giorno di caccia in meno, dunque, sarebbe molto importante“.

Ma quanto sono i cacciatori savonesi? “Gli ultimi dati – riferisce Buzzi – riportano 6500 cacciatori dei quali ben 6000 vanno a cinghiali“. Ora, per loro, pure gli abbattimenti dei cinghiali, programmati sulla base di un censimento di 10.000 animali che, secondo l’ENPA, sarebbe stato eseguito tra gli stessi ambienti venatori. Il tutto, poi, per fronteggiare la cosiddetta emergenza cinghiali sulla quale inciderebbe anche l’abitudine di taluni cittadini di dar loro da mangiare. “Di certo non è opportuno – riferiscono sempre dall’ENPA savonese – ma si dovrebbe guardare all’abitudine degli stessi cacciatori di pasturare i cinghiali per tenerli in prossimità delle loro aree di caccia. Di certo, in tanti anni di caccia di selezione, non si è risolta alcuna emergenza, anzi – aggiungono all’ENPA – ci sembra proprio che con questo sistema si sia di fatto mantenuta“.

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