GEAPRESS – I volontari dell’ENPA di Savona sono stati avvisati da un automobilista di passaggio. In area di divieto di caccia, vicino Muraldo, si erano sentiti esplodere alcuni colpi di fucile da caccia. La zona è quella del fiume Bormida, ed in effetti il frutto della bravata del cacciatore di frodo non è stato un abitante dei boschi che ricoprono senza soluzione di continuità le alture di Muraldo.

Si trattava di un Airone cenerino, grande uccello delle aree umide, protetto dalla legge. Del cacciatore di frodo nessuna traccia. La rosa dei pallini gli aveva fratturato l’ala e provocato la fuoriuscita dell’osso. Dovrà ora essere operato e sottoposto ad un lungo periodo di riabilitazione nella speranza di potere arrivare alla liberazione.
 
Un nuovo soccorso, tra i 1600 operati quest’anno dall’ENPA di Savona. In molti casi gli interventi dei volontari vengono eseguiti all’interno dei parchi regionali. Animali, le cui spese di recupero, dovrebbero essere sostenute dagli Enti preposti. Beigua, Bergeggi, Gallinara, Piana Crixia, Ceriale e Millesimo. Questi alcuni dei luoghi di natura protetta dove è intervenuta l’ENPA per recuperare animali feriti. L’assistenza alla fauna selvatica spetterebbe, poi, alla Provincia che però copre solo una parte dei costi sostenuti ogni anno. Il resto è sulle spalle dei volontari che fanno fronte, come dicono all’ENPA di Savona, alla persistente inadempienza di chi invece deputato ad intervenire.

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