GEAPRESS – Grazie ai ricorsi delle Associazioni, ieri è stata diffusa la notizia che il TAR Liguria ha sospeso il provvedimento dirigenziale con il quale la Provincia di Genova aveva incredibilmente autorizzato l’abbattimento di daini e caprioli nelle montagne innevate (vedi articolo GeaPress) . Fauna, non solo in pericolo di essere colpita dal freddo, ma anche dal piombo. Animali debilitati ma mira facilitata, visto che sulla neve seguire le tracce è ancora più facile.

Le motivazioni che il TAR Liguria ha sollevato nell’Ordinanza di Sospensiva riguardano la legittimità del provvedimento. WWF e LAC avevano a questo proposito ricordato come la stessa decisione era stata già per ben due volte emanata dagli stessi Uffici provinciali, incappando in entrambi i casi nell’intervento censorio del TAR. Ragioni che come per Genova devono valere, ora, anche per la vicina Provincia di Savona, dove gli abbattimenti sono tutt’ora in corso. Palazzo Nervi, però, di salvare le femmine (e il loro piccoli), proprio non ne vuole sapere.

L’ENPA savonese aveva chiesto nei giorni scorsi alla Provincia, di sospendere subito gli abbattimenti. Questo a seguito delle eccezionali condizioni climatiche. Fatto, questo, previsto dalla stessa legge regionale.

La protezione animali sottolinea come l’intervento della Provincia debba comunque essere dettato dalla sensibilità, più che dalle norme. E’ indegno sparare ad animali così debilitati e disperati, anche secondo una pur non condivisibile “etica venatoria”, dicono all’ENPA. Eppure ha fatto scalpore l’episodio verificatosi nei giorni scorsi, in piena bufera, quando un noto professionista savonese si è recato alle pendici del Beigua ad uccidere il “suo” capriolo femmina, vantandosi poi in un locale del paese delle sue gesta.

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