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GEAPRESS – Si tratta di 241 daini che potranno essere uccisi fino al 14 marzo 2015 ogni lunedì, giovedì e sabato. Il tutto, aggiunge alla polemica l’ENPA di Savona, in boschi con scarsa visibilità e frequentati da escursionisti e cercatori di funghi.

Per i maschi l’orologio della morte è già attivo; per le femmine, invece, se ne parla a gennaio. I selecontrollori, riporta il comunicato dell’ENPA, potranno sparare nelle sei “unità di gestione”.

Questa caccia di selezione – riferisce la Protezione Animali di Savona – come quella al cinghiale ed al capriolo, non avrà ripercussioni sulla popolazione complessiva delle specie; ma cinghiali, daini e caprioli valgono voti e soldi solo se usati come passatempo per i cacciatori; e pazienza se essa, come anche le battute straordinarie al cinghiale ormai giornaliere e tutto l’anno, non ne ridurrà il numero ed i danni alle colture. Si spiega così come mai gli appelli lanciati da quindici anni dalla Protezione Animali savonese di coinvolgere il mondo scientifico per ricercare metodi di contenimento diversi dal fucile, sistematicamente fallito nel contenere le  popolazioni animali, siano ignorati dai politici ed amministratori“.

Secondo l’ENPA vi sarebbe uno studio, “tenuto ben nascosto“, sugli ungulati  che dimostra come la caccia, distruggendo l’organizzazione sociale dei branchi, moltiplica il numero delle gravidanze e quindi delle nascite, con il risultato che nei territori aperti alla caccia cinghiali, caprioli e daini sono percentualmente superiori rispetto alle zone vietate.

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