GEAPRESS – Ne facciamo un simbolo di libertà, la sua voce viene inserita nei documentari, forse un pò malinconici, sul mare. Richard Bach ne fece addirittura il protagonista del famoso romanzo ispirato a Jonathan Livingston. Poi, però, ai gabbiani, li prendiamo a fucilate. Anzi a colpi di pallini, di piombo e da fucili ad aria compressa.

L’ultima vittima è a Pietra Ligure e a darne comunicazione è l’ENPA di Savona. Il Gabbiano agonizzava nell’indifferenza generale dei passanti, nel bel mezzo della via. Le ferite, all’ala ed al palato. Appena pochi giorni addietro altri due gabbiani sono stati soccorsi dall’ENPA a Spotorno e Varazze. Erano anch’essi feriti da un fucile ad aria compressa.

Si tratta di armi che possono causare danni anche molto seri, specie se il pallino colpisce parti molli, come occhi o tempie. Pericolo insistente anche nel caso che il fucile ad aria compressa sia di energia inferiore a 7,5 Joule, soglia limite al di sotto della quale la vendita è incredibilmente libera. Nessuna registrazione o quant’altro di utile ad agevolare le indagini, nel caso di incidenti. Per potenziare velocità e capacità di penetrazione, vengono poi venduti proiettili deformati. Anche questo è consentito dalla legge ed il costo è bassissimo. Pochi euro per 500 pallini di piombo deformato.

Non solo piombo, comunque. L’ENPA di Savona ha già recuperato, nel mese di giugno, novanta gabbiani. Molti di loro erano caduti dai nidi, ed in alcuni episodi il danno era causato dall’uomo. Poi ci fu il caso della scuola con le mamme sull’orlo di una crisi di nervi. Così commentò l’ENPA (vedi articolo GeaPress) all’incredibile spiegamento di forze, messo in campo dal Comune di Savona, per togliere dal tetto di una scuola un innocuo nido di gabbiano. Allarmismo ingiustificato ma anche ilarità (sic!), come nel caso di un gabbiano impiccato e rimasto penzoloni ancora vivo a Laigueglia (SV). I volontari dell’ENPA, hanno presentanto una denuncia contro ignoti per maltrattamento di animali. 
 
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