GEAPRESS – Una elenco sempre più lungo quello dei gabbiani che qualcuno, a Savona e dintorni, vuole finire a colpi di fucile. L’ultimo caso di registrò nei pressi del liceo scientifico di piazza Brennero, quando un gabbiano centrato da un fucile ad aria compressa, finì nella caldaia della scuola (vedi articolo GeaPress). Ci fu poi il caso di Pietra Ligure, con il Gabbiano agonizzante nel bel mezzo della via (vedi articolo GeaPress) e gli altri due volatili soccorsi dall’ENPA a Spotorno e Varazze. Erano anch’essi feriti da un fucile ad aria compressa.

Ora la storia si ripete alla foce del Letimbro, ovvero in piena città. Due sibili appena percettibili, dicono dall’ENPA savonese, e due gabbiani cadono al suolo. Immediato l’intervento dei volontari ai quali non è rimasto altro da fare che raccogliere gli animali agonizzanti. L’esame necroscopico rileverà la potenza del fucile ad aria compressa. La gittata, infatti, può arrivare fino a 150 metri.

Un nuovo caso che oltre a sottolineare la pericolosità di tali armi (incredibilmente di libera vendita se di energia inferiore a 7,5 Joule) rileva la continuata intolleranza nei confronti di animali che ormai stabilmente abitano nelle nostre città. L’ENPA sottolinea ancora una volta gli interventi incruenti che potrebbero essere messi in campo per contenere le popolazioni di gabbiani cittadini. Dai semplici provvedimenti di natura architettonica, alla sterilizzazione. Le coppie, fedeli per tutta la vita, generano così uova sterili.

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