capriolo ucciso
GEAPRESS – Brutte notizie di inizio anno per la fauna selvatica. Secondo la Protezione Animali savonese, infatti, non può farsi a meno di registrare  la proroga della caccia al cinghiale e l’inizio dell’attività venatoria, in una quindicina di zone e due “riserve di caccia” della provincia di Savona, alle femmine di capriolo e daino.

L’unica notizia positiva è la diminuizione del numero dei cacciatori (processo in atto ormai da molto tempo) ma intanto ogni lunedì, giovedì e sabato, a partire da domani e fino al 14 marzo, l’attività di “selezione”  potrà essere esercitata fino al raggiungimento dei contingenti prestabiliti sulla base di censimenti condotti dagli stessi cacciatori. Ad affermarlo è sempre l’ENPA che sottolinea come tali contingenti non sarebbero in realtà mai stati raggiunti, a dimostrazione della scarsa affidabilità dei censimenti, tutti evidentemente maggiorati rispetto alla realtà.

L’attività di caccia continuerà fino al 31 gennaio e riguarderà diverse specie di animali migratori, a danno di soggetti stanchi di ritorno dalla migrazione e quasi alle prese con la stagione degli amori ed in cui si ripeteranno le stragi degli anni passati (circa 50.000 vittime animali ogni anno in provincia).

La caccia a cinghiali, daini e caprioli non porterà alla riduzione delle specie – afferma l’ENPA – con buona pace degli agricoltori, ancora una volta gabbati, perché i cacciatori non sono in grado di contenere il numero di animali per limitare i danni alle coltivazioni. Ed infatti gruppi di scienziati europei dichiarano “se in un territorio vengono uccisi molti animali mediante la caccia, che avviene soprattutto in autunno ed in inverno, i sopravvissuti hanno un migliore apporto nutritivo; così si rinforzano e si riproducono in primavera più presto e con maggior numero di discendenti. Attraverso la caccia le specie animali che sono già rare divengono ancora più rare, e quelle che sono numerose, diventano ancora più numerose.”

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