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GEAPRESS – Gli inquirenti stavano da qualche tempo osservando i movimenti sospetti. Carabinieri e Ispettorato Forestale Provinciale, hanno così fatto scattare il blitz ieri mattina.

A finire in manette, per i reati legati alla detenzione delle armi, sono due uomini di Sarentino (BZ). Padre e figlio di 85 e 38 anni i quali, nel corso di una perquisizione domiciliare sarebbero stati trovati in possesso di 2 fucili da caccia modificati e muniti di silenziatore artigianale, quasi 200 cartucce calibro 22 subsonic e numerosi capi di selvaggina abbattuti. La perquisizione è stata eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Silandro e della Stazione di Sarentino congiuntamente al personale dell’Ispettorato Forestale Provinciale di Bolzano, con l’ausilio dell’Unità Cinofila dei Carabinieri.

L’accusa per i due è quella di detenzione abusiva di armi modificate, omessa denuncia di armi ed esercizio abusivo dell’attività venatoria. Tutte le armi e le munizioni, oltre che la selvaggina, sono stati sottoposti a sequestro. I due, invece, sono ora agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il contrasto di tali pratiche, riferisce l’Arma dei Carabinieri, è obiettivo prioritario dei quotidiani servizi preventivi. Controlli svolti dai militari dell’Arma del Comando Provinciale di Bolzano su tutto il territorio di competenza. Secondo i Carabinieri l’attività di bracconaggio è riconducibile, anche se ne rappresenta una deriva illegale, alla radicata tradizione per la caccia, tipica delle popolazioni residenti in zone montane. Ad essa inoltre si collegano automaticamente, come nel caso di specie, i reati connessi alla normativa sulle armi, spesso clandestine. Armi importate illegalmente, o comunque alterate tramite l’applicazione di accorgimenti artigianali (canna tagliata o calcio segato), per ridurne l’ingombro e facilitarne l’occultamento.

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