Divieto di caccia
GEAPRESS – E’ arrivato il parere dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sul calendario venatorio della Regione Sardegna e, secondo gli ambientalisti, sarebbe una sonora bocciatura. Anzi, per dirla con le parole del Gruppo Iniziativa Giuridica, la Lega Abolizione Caccia e degli Amici della Terra, il calendario venatorio 2015- 2016 sarebbe nato morto.

Ecco le censure dell’I.S.P.R.A.:

* per la Tortora la caccia dovrebbe esser consentita a settembre per tre sole giornate nella forma esclusiva della caccia di appostamento;

* apertura della caccia il 20 e il 27 settembre a Pernice sarda, Germano reale, Alzavola, Codone, Canapiglia Fischione, Mestolone, Moriglione, Beccaccino, Gallinella d’acqua, Pavoncella, Frullino, Porciglione, Folaga, Allodola, Quaglia e Cesena;

* caccia a Ghiandaia e Cornacchia Grigia il 20 e 27 settembre e dal 21 gennaio in forma vagante e/o da appostamento;

* dovrebbe esser previsto il solo prelievo mediante appostamento del Colombaccio nel mese di gennaio;

*  la caccia alla Beccaccia dovrebbe terminare entro il 31 dicembre, anziché il 31 gennaio;

* la caccia alla Quaglia dovrebbe terminare entro il 31 ottobre, anziché il 31 dicembre;

*  la chiusura della caccia a Germano reale, Alzavola, Codone, Marzaiola, Canapiglia Fischione, Mestolone, Moriglione, Beccaccino, Gallinella d’acqua, Pavoncella, Frullino, Porciglione, Folaga dovrebbe avvenire entro il 21 gennaio, anziché il 31 gennaio;
*  la chiusura della caccia al Tordo sassello e al Tordo bottaccio dovrebbe avvenire entro il 10 gennaio, anziché il 31 gennaio;

* non c’è un’indicazione dettagliata delle condizioni della caccia alla Pernice sarda riguardo lo status locale e i piani di prelievo;

* dal 21 gennaio la caccia dovrebbe avvenire soltanto a più di mt. 500 dalle zone umide e dalle pareti rocciose per salvaguardare la nidificazione dell’avifauna acquatica e dei rapaci;

* in assenza di puntuali analisi delle rispettive popolazioni faunistiche, la caccia alla Pernice sarda, alla Lepre e al Coniglio selvatico andrebbe vietata. In ogni caso, la data di apertura della caccia non dovrebbe essere prima dell’1 ottobre;

*  la caccia alla Volpe dovrebbe avvenire con cacciatore singolo dopo l’1 ottobre, in battuta con i cani nel periodo 1 ottobre – 31 gennaio.

Gli ambientalisti sottolineano come l’I.S.P.R.A. non ha fatto alcuna osservazione riguardo la caccia al Cinghiale, in particolar modo riguardo l’apertura anche al giovedi, oltre la tradizionale domenica. Un fatto che ha provocato numerose polemiche da parte di alcuni settori del mondo venatorio e un’interrogazione consiliare dell’on. Rubiu (A.P.S.).  In proposito, riferiscono le associaioni, si deve sottolineare che l’apertura della caccia al Cinghiale anche al giovedi è stata richiesta esplicitamente con forza dal rappresentante del Corpo forestale e di vigilanza ambientale nel corso della seduta del 9 luglio 2015 del Comitato faunistico regionale a causa della diffusione molto ampia della peste suina africana fra Cinghiali e ibridi quale misura per la migliore attuazione del piano straordinario di eradicazione 2015-2017 (determinazioni Presidenza Regione autonoma della Sardegna n. 2611/86 e n. 2623/87 dell’11 febbraio 2015 + allegato). “Esclusivamente per tale motivo e senso di responsabilità i rappresentanti ambientalisti nel Comitato faunistico regionale hanno accolto la proposta, mutando l’originario orientamento contrario”.

In ogni caso, le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus inoltreranno un ricorso in sede comunitaria avverso il calendario venatorio regionale sardo 2015-2016 che uscirà dalla riunione del Comitato faunistico regionale del 30 luglio 2015 e dai successivi provvedimenti attuativi, in quanto formulato in assenza di procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.).

Nel 2014 la Commissione europea – Direzione generale “Ambiente” aveva reso noto di aver aperto la procedura di indagine EU Pilot 6730/14/ENVI “diretta ad accertare se esista in Italia una prassi di sistematica violazione dell’articolo 6 della direttiva Habitat” a causa di svariate attività e progetti realizzati in assenza di adeguata procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.INC.A.) in aree rientranti in siti di importanza comunitaria (S.I.C.) e zone di protezione speciale (Z.P.S.) componenti la Rete Natura 2000, individuati rispettivamente in base alla direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e la direttiva n. 09/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica.

Fra i casi oggetto d’indagine vi sono il calendario venatorio regionale sardo 2012-2013 e il calendario venatorio regionale sardo 2013-2014 in assenza di procedura di V.INC.A. pur prevedendo la caccia anche entro S.I.C. e Z.P.S. (nota prot. n. ENV.D.2/LS/vf/EU-Pilot/6730/14/ENVI del 15 luglio 2014) e così anche il calendario venatorio regionale sardo 2014-2015.

Anche l’I.S.P.R.A., nel parere (nota prot. n. 15625 del 17 luglio 2014) fornito per legge (art. 18 della legge n. 157/1992 e s.m.i.) sul calendario venatorio, aveva segnalato la necessità della procedura di V.INC.A., inascoltato.

Il rischio è sempre più l’apertura di una procedura giudiziaria per violazione della normativa comunitaria sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora (direttiva n. 92/43/CEE) e, in conseguenza di eventuale sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia europea, di una pesante sanzione pecuniaria a carico dell’Italia (e per essa alle amministrazioni pubbliche che hanno causato le violazioni), grazie soprattutto a omissioni o pressapochismo in materia di tutela ambientale, nonostante le tante istanze ecologiste.

La procedura di infrazione prosegue e si sarebbe ora arricchita di ulteriori violazioni.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati