polpetta avvelenata
GEAPRESS – Il giorno antecedente all’apertura della caccia il sig. Giovanni Nichele assiste alla morte violenta della sua Kellj, una graziosa cagnetta meticcia di dodici anni. Conati di vomito ed inutile la corsa alla clinica veterinaria. La morte della cagnolina, infatti, è sopraggiunta in meno di venti minuti. Per il sig. Nichele non si trattava solo di una cangolina ma di un compoente della famiglia. “Ci ha aiutato anche in momenti di difficoltà, non capisco perché qualcuno ha deciso di farmi questo. Io – ha spiegato il sig. Nichele – rispetto tutti e ho sempre permesso ai cacciatori di passare nel mio campo, spero che la Polizia Provinciale, titolare delle indagini, faccia tutto quello che è nelle sue possibilità per trovare i responsabili“. La preoccupazione, ora, non è solo per i cani ma anche per i bambini che utilizzano il percorso ove sono stati piazzati i micidiali bocconi.

La mattina seguente, ovvero il quindici settembre, primo giorno di attività venatoria, nella stessa zona di aperta campagna in via Campialti, è toccato a un cane da caccia di proprietà di un cacciatore residente nel bassanese. Il segugio Italiano ha ingerito uno dei bocconi sparsi nell’erba. Poco dopo ha cominciato a dare segni di squilibrio arrivando a mordere un altro compagno di caccia. Questo secondo cane è poi dovuto ricorrere alle cure del Veterinario e rimanere bloccato per ore in osservazione al pronto soccorso.

Il segugio dopo avere vomitato parte di una polpetta di carne di colorazione bluastra, è morto in meno di trenta minuti tra spasmi e tremori. Il sopralluogo subito effettuato dalla Polizia Locale di Sandrigo, ha permesso di rinvenire, oltre agli stessi bocconi, anche altri due animali morti. Si tratta di un cane e di un gatto, ma sembra che i cani avvelenati di proprietà dei cacciatori, possano essere almeno altri cinque. La zona dove è avvenuto il grave fatto si trova lungo il percorso “motta del diavolo” conosciuto e utilizzato da famiglie per fare delle piacevoli escursioni con i loro amici a quattro zampe, in mezzo ad una vasta area verde.

L’area è conosciuta anche per la buona presenza faunistica, lepri in particolare. Secondo il CPV sembra che, da informazioni assunte dalla Polizia Locale, che i responsabili di questo vile gesto siano da ricercare tra le fila di questa categoria. Alcuni residenti, riferisce sempre il comunicato del Coordinamento protezionista vicentino, avrebbero tra l’altro udito una lite tra cacciatori. I fatti sarebbero avvenuti la sera prima, dove che gli armate avevano proferito minacce in questo senso.

Per cercare di risolvere questo caso – ha dichiarato Renzo Rizzi, portavoce del CPV – ci sarà anche l’impegno delle nostre guardie Zoofile. Purtroppo – ha aggiunto Rizzi – la piaga dei bocconi avvelenati è in continua espansione ed evoluzione, è non è semplice scoprire i responsabili di questi atti delittuosi, anche perché mancano le testimonianze di chi può essere a conoscenza dei fatti“.

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