GEAPRESS – La storia è iniziata nel 2007 ma le conseguenze si sono prolungate fino a domenica scorsa. Protagonista della disavventura è il Centro gestito dall’Associazione OasiVerde nella Repubblica di San Marino. L’oasi ha avuto in gestione un tratto di bosco con lo scopo di salvaguardarlo e valorizzarlo, più un’area recintata ove sono accolti numerosi animali salvati dai maltrattamenti.

Tra questi pure sei asini di cui tre salvati dopo una infinita contrattazione con un commerciante che li aveva già portati al macello. Due incroci ed un’ asina della varietà ragusana. L’asina era stata sedata perché di entrare al macello … non ne voleva sapere! Le avevano pure rotto la coda ed era tutta smagrita. Pure i segni di tante frustate. Infine, pian piano il recupero nell’Oasi.

Un luogo di tranquillità e piccoli rumori di natura. Poi un giorno tre colpi di fucile. Lino, un maialino tailandese aveva messo il suo grazioso nasino appena fuori la struttura. Un attimo di distrazione e Lino aveva iniziato a grufolare nel bosco. Non più di cinque minuti; poi i colpi di fucile ed è come se fosse stato inghiottito dal nulla. I volontari del centro si allarmano ed iniziano a cercarlo finché si imbattono in una macchina di un cacciatore di tordi. Tordi di 70 chili. Tanto pesava, infatti, il povero Lino finito a fucilate. Il cacciatore di San Marino se l’era caricato in macchina e voleva andare via. Da quella vicenda scaturì una questione giudiziaria che si concluse con l’incredibile assoluzione dell’uomo. Dice che l’aveva scambiato per un cinghiale. A prescindere di come sia andato in Tribunale, i volontari del Centro hanno dovuto accettare tutta l’amarezza ma da allora la loro vita è divenuta impossibile.

Racconta a GeaPress Elena Tonini, Vicepresidente dell’Associazione OasiVerde

ELENA TONINI – Non ne possiamo più, da allora è un problema continuo. I cacciatori ce li siamo ritrovati fin dietro la porta del centro.

GEAPRESS – Ma si avvicinano così tanto?
ELENA TONINI – Così tanto? Ci piovono i pallini dentro il centro. Si immagina la nostra ansia e la paura che provocano gli spari sugli animali? Poi domenica scorsa il colmo. Lo stesso cacciatore si è presentato a ridosso del centro.

GEAPRESS – Il cacciatore di maialini?
ELENA TONINI – Proprio lui. Non riusciamo a capire cosa vuole. Certo non è un approccio amichevole, ma lasciamo perdere. Noi vogliamo solo essere lasciati in pace. Ne va di mezzo la stessa salute dei nostri animali, che già ne hanno passate tante.

GEAPRESS – Ma non vi aiuta nessuno?
ELENA TONINI – Guardi siamo andati a parlare fino a ieri con la Federcaccia di San Marino.

GEAPRESS – E cosa vi hanno detto?
ELENA TONINI – E cosa ci hanno detto, … che abbiamo ragione! Però i cacciatori sul Centro poi li abbiamo noi ed in nostri animali. Possibile che nessuno riesca a farli ragionare. Poi la storia del maialino. Pensi che allora, e le parlo di appena tre anni addietro, a San Marino non vi era una specifica norma per il cinghiale. Da noi si spara una settimana in più rispetto all’Italia.

GEAPRESS – Ma quanti cacciatori ci sono a San Marino?
ELENA TONINI – Non so con esattezza, alcune migliaia, penso. Però siamo a San Marino. Cioè, non è che sia così difficile parlare con una persona. So solo che per noi è finita la pace.

GEAPRESS – Magari sono un po’ troppi. Alcune migliaia per San Marino ..
ELENA TONINI – Vanno nelle Marche.

GEAPRESS – Nelle Marche?
ELENA TONINI – Si hanno una convenzione, non so bene.

GEAPRESS – Ma il processo del maialino?
ELENA TONINI – Lasciamo perdere. C’è stato pure l’esame balistico. E’ stato un errore, cosa le devo dire? Il nostro maialino era delizioso. Se penso com’è finito. Noi vogliamo fare attività con i bambini. Non siamo ne uno zoo ne una fattoria didattica. Non si paga. I nostri sono animali salvati e vogliamo un approccio armonico con i bambini. Dovreste vederli. E’ bellissimo. Vi invito a venire.

GEAPRESS – Senza cacciatori.
ELENA TONINI – No, nel centro non ci sono cacciatori.

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