GEAPRESS – E’ la stessa persona che nel corso di un intervento delle Guardie WWF e Carabinieri avvenuto l’anno scorso, era stato denunciato per il possesso di un cardellino al quale erano stati bruciati gli occhi (vedi articolo GeaPress). Il povero cardellino “Ciccio”, così venne chiamato dalle Guardie del WWF (vedi articolo GeaPress) venne sequestrato nel corso di una irruzione in una sorta di fiera abusiva a San Valentino Torio, in provincia di Salerno.

Ora, lo stesso personaggio, è stato nuovamente denunciato. Questa volta l’irruzione è avvenuta all’interno della rivendita di mangimi per animali gestita proprio a San Valentino Torio. Nuove denunce, nuovi sequestri e nuovo cardellino accecato. Un occhio, addirittura, era stato estirpato. Lui, il presunto estirpatore, si sarebbe difeso sostenendo che era stata una …. zecca!

Ad intervenire le Guardie WWF impegnate nell’annuale campo antibracconaggio di Salerno ed i Carabinieri del Comando Stazione di San Valentino Toro, diretto dal Maresciallo Capo Gennaro Corvino. Nel retro della rivendita, parzialmente sotto sequestro proprio a causa dell’intervento dell’anno scorso, è stata rinvenuta una sorta di centrale dove si approvvigionavano vari bracconieri. Anzi, proprio nel corso dell’intervento, non smettevano di arrivare varie persone con il loro carico di sofferenza. Svariati uccellini di cattura forse da consegnare al negoziante.

Nel retro bottega sono stati rinvenuti 108 uccellini vivi e due morti. Si trattava in particolare di cardellini, fringuelli e verzellini, tutte specie protette dalla legge. Poi tordi e merli, per i quali è consentito il prelievo solo nell’ambito dell’autorizzata attività venatoria. Significativo, inoltre, il ritrovamento di 21 allodole, tutte al chiuso della stessa gabbia. Tale specie di avifauna è insolita per i bracconieri del sud Italia. Molto ambita, invece, lo è per i cacciatori di appostamento del centro e nord Italia. Già nel recente passato, gli interventi delle Forze dell’Ordine hanno permesso di accertare i collegamenti esistenti tra bracconieri campani e pugliesi in particolare, con acquirenti veneti e toscani.

Ritrovati anche i carapaci di due Testudo hermanni ancora con resti di carne. Erano messi a “colare”, per chissà quale particolare vendita.

In una sorta di giardino retrostante, vi era inoltre una piccola pozza d’acqua dove erano detenute tre anatre, tutte con le ali tagliate. Si tratta di due codoni ed una canapiglia. Quasi certo che i tre animali servivano alla caccia di appostamento agli acquatici. All’interno dello stesso locale adibito alla vendita, sono state invece rinvenute sei grandi reti da uccellagione lunghe diverse decine di metri.

Una struttura polivalente, diretta da un presunto recidivo di pratiche altresì orrende (come l’accecamento dei cardellini). Anatre con le ali tagliate, allodole probabilmente per i cacciatori del nord Italia e fringillidi vivi per gli allevatori di canori, anche locali. Tra questi ultimi tipi di uccelli anche incroci di cardellino e canarina. Il loro prezzo è sensibilmente più elevato rispetto a quelli di cattura. Almeno dieci volte maggiore ed il loro uso è tipicamente destinato agli allevamenti amatoriali.

Oltre che per gli specifici reati venatori, il soggetto è stato denunciato per violazione dell’art. 544/ter C.P. (maltrattamento di animali) e 727 C.P. Sulle inidonee condizioni di detenzione.

Denunciati anche tre persone nel frattempo arrivate sul posto ed ignare dell’intervento del WWF e dei Carabinieri. Nelle loro automobili vi erano uccelli appartenenti all’avifauna protetta.

Tutti gli animali idonei al ritorno in natura sono stati già liberati. Per gli altri si è provveduto al trasferimento nel Centro Recupero di Napoli.

Gli interventi del WWF, sono in questo periodo organizzati nell’ambito del campo antibracconaggio che vede la partecipazione, in provincia di Salerno, di Guardie volontarie della stessa Associazione provenienti da diverse regioni italiane.

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