GEAPRESS – Le Guardie del WWF di Salerno lo avevano promesso dopo l’ultimo intervento di controllo dei cacciatori. Eravamo, infatti, sul finire della stagione venatoria (vedi articolo GeaPress) e le Guardie avevano trovato, già predisposti, numerosi piccoli appostamenti per la caccia alla Marzaiola. Si tratta di una piccola anatra tra le prime ad arrivare nel corso della migrazione primaverile, quando cioè dai quartieri di svernamento africani giunge in Europa per nidificare (pallini di piombo permettendo).

Quello che forse neanche il WWF si poteva immaginare era la sfilza di reati che si sarebbero trovati innanzi. Approfittando del cattivo tempo, le Guardie si appostavano nei pressi di un luogo segnalato per questo tipo di caccia e bloccavano, del tutto inattesi, il bracconiere nei pressi del litorale di Eboli.

Il bracconiere si era appostato non solo in periodo di caccia chiusa, ma aveva anche anatre di plastica come zimbello, altre vive precedentemente catturate e amputate per le ali con il fine di non farle volare. Aveva inoltre piazzato il suo sistema di reti-trappola e possedeva pure un cane denutrito, sporco e legato con pezzo di corda a strangolo talmente corta che il povero cane non riusciva neanche a muoversi. Anche il laghetto era abusivo. Ovvero in quel posto di legale non vi era niente.

Congiuntamente ai Carabinieri della Stazione di Santa Cecilia di Eboli, le Guardie del WWF di Salerno provvedevano al sequestro dei mezzi di caccia, al sequestro del povero cane e degli uccelli. Il bracconiere veniva altresì denunciato, oltre che per i reati venatori, anche per maltrattamento di animali.

Le Marzaiole, spiegano al WWF, arrivano stanche ed affamate, proprio per il lungo volo di migrazione. Ingannate dai richiami e credendo di aver trovato un luogo idoneo e tranquillo rimangono invece imprigionate dal sistema di reti non riuscendo più ad uscirne. Queste, infatti, sono disposte in maniera tale che la piccola anatra, sentendo i richiami dei consimili prigionieri, entra nel piccolo labirinto disposto a mezz’acqua, e lì vi rimangono prigioniere. Finiscono poi in pentola oppure da futuro richiamo da vendere o utilizzare direttamente. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).