uccellagione
GEAPRESS – Cardellini, verdoni, una ghiandaia, quattro pulcini di verzellino e pure una gabbia trappola.

Il tutto rinvenuto in una casa nei pressi di Ogliastro Cilento, non molto distante da Cicerale ed Agropoli (SA). L’intervento delle Guardie del WWF, congiunto a quello dei Carabinieri, fa seguito ad altri di poche ore addietro, portati a termine nel corso dell’annuale campo antibracconaggio (vedi articolo GeaPres).

Tutti gli uccelli ora sequestrati erano nelle disponibilità di una persona che dovrà  rispondere anche del prelievo dal nido dei quattro pucini. Un’attività che, come quella dell’uccellagione, è vietata dalla legge. Purtroppo uno dei quattro pulcini non è sopravvissuto. Si tratta, infatti, di esserini molto delicati, che necessitano delle cure costanti dei genitori. Basta un minimo sbalzo termico o un errore nell’alimentazione e per loro non c’è più niente da fare. Tutti gli altri animali, invece, sono stati consegnati al Centro di Recupero della Fauna Selvatica di Napoli.

Un intervento, quello contro il presunto uccellatore del salernitano, programmato già da tempo. Le Guardie erano impegnate in altri servizi  ma, al momento opportuno, sono state tutte indirizzate verso la casa nei pressi di Ogliastro.

Ieri sera erano impegnate tra Agropoli e Ogliastro. Nella macchia che contraddistingue i rilievi della zona, erano stati uditi quattro colpi di fucile. Poi, i chiamaquaglie. Noti, quanto illegali arnesi elettronici che riproducono il verso delle quaglie con lo scopo di attirare i selvatici fino al colpo di fucile.

Come avviene la “caccia” ad un chiamaquaglie? Ce lo racconta una ragazza di Caserta, impegnata nelle perlustrazioni, assieme alle Guardie volontarie. Come è noto, il WWF ha deciso di aprire i campi anche ai simpatizzanti.

A CACCIA DI CHIAMAQUAGLIE

Ieri, la zona di Agropoli era sotto una fitta e costante pioggia. Già dalle 22.30, aveva iniziato a cadere. I temporali arrivavano dal mare ed i fulmini illuminavano a giorno. Ancora una volta le Guardie sono impegnate nella ricerca dei richiami acustici utilizzati per le quaglie. Le condizioni meteriologiche complicano il tutto ma l’umore, dicono i partecipanti, è alla stelle. “Siamo davvero tanti – riferisce a GeaPress la volontaria di Caserta –  possiamo fare molto“.

I primi ascolti sono negativi, ma rallegra l’idea di avere in parte contributo alla diminuzione di questo tipo di bracconaggio. L’illusione, però, dura poco. Via radio viene comunicata la presenza di un chiamaquaglie. I volontari e le Guardie, si mettono subito in movimento. Si imboccano stradine sterrate, ci si ferma, si ascolta, si individua la provenienza. “E’ alla nostra sinistra” – “E’ il vento che sposta il suono, dobbiamo andare verso sud!”. Già fradici si rimonta sui mezzi. Il chiamaquaglie si  sente sempre più vicino. Si organizzano le squadre e si inizia a scendere lato mare. La macchia gronda di acqua. In questo periodo le piante aromatiche sono in fiore. Un misto di profumi unici, esaltati dall’acqua.

Non c’è però molto tempo per distrarsi. Bisogna spegnere le torce. “Non dobbiamo dare troppo nell’occhio – richiama una Guardia del WWF –  si cammina al buio, in silenzio“. Sempre più forte, sempre più vicino. Nascosto in un arbusto, la cassa acustica, il timer per lo spegnimento automatico. Si prende tutto, ma non è finita qui. Si ricomincia, stesso copione. Si individua anche il secondo, in un campo di spinosissimi cardi . “Pungono – aggiunge la volontaria – ma siamo arrivati a prendere i chiamaquaglie. Va bene tutto, recuperato. Preso. Ora, però, bisogna raggiungere le altre Guardie e attendere l’alba, che di lì a poco avrebbe illuminato i nostri volti stanchi“.

Mentre ci si appresta alla seconda operazione, quella dei cardellini, iniziano gli spari in montagna. Sono i bracconieri che hanno raggiunto altri chiamaquaglie. Appena il tempo di una binocolata, ma ormai da Ogliastro, stanno chiamando. Ci rivedremo presto, promettono le future Guardie.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati