emanuela biancuzzi
GEAPRESS – Come ogni anno a Sacile (PD) si svolge, nella prima domenica dopo ferragosto, la Sagra dei Osei. Un evento che si avvale di una serie di artisti per realizzare il manifesto che pubblicizza la Sagra dei Osei.

A sottolineare l’abbinamento è Animalisti Friuli Venezia Giulia, che evidenzia altresì quanto sarebbe stato affermato dagli organizzatori: tutti i disegni fino ad oggi divulgati sono sempre stati fedeli a quello che è lo spirito della manifestazione canora.

Un rilevo, quello di Animalisti Friuli Venezia Giulia, che non può  che essere critico.

Gli animalisti mettono in evidenza la detenzione dei piccoli animali oltre al fatto che parte di quelli esposti potrebbero provenire dai famosi “richiami vivi”, ovvero, così come consentito dalle disposizioni di alcune regioni del nord Italia, prelevati in natura per asservire gli interessi di parte del mondo venatorio.

Anzi, sempre ad avviso di Animalisti Friuli Venezia Giulia, quella Sagra ha sempre rappresentato un riferimento in tal senso.

Dunque la proposta: raffigurare nei  manifesti quello che davvero rappresenta la Sagra: la frustrazione della reclusione. Un’esistenza che secondo gli animalisti nulla ha a che vedere con ciò a cui la Natura li aveva destinati. Un fatto che però contrasta con quanto appare oggi nei manifesti: un tripudio di colori, di raffigurazioni di una natura libera, solare, gioiosa, vivificante.

Se quelli sono i manifesti, produciamone uno … contro. Così hanno pensato gli animalisti. Una iniziativa riuscita grazie alla collaborazione dell’artista e illustratrice Emanuela Biancuzzi.

Sono un’artista visiva. Dall’età di tredici anni sono anche un’attivista dei diritti degli animali – ha dichiarato Emanuela Biancuzzi – Mi occupo principalmente di illustrazione editoriale e didattica dell’arte con particolare attenzione alle tematiche animaliste e ambientaliste“. Per l’artista il contro-manifesto vuole altresì mostrare il personale sdegno per tali esposizioni. “L’ illustrazione – ha aggiunto Emanuela Biancuzzi – così come l’arte in generale, ci rimanda alla presenza di una persona, di un punto di vista distintivo… diciamo che ho preferito rinunciare alla mia artistica presenza per raggiungere un risultato finale il più possibile schietto e obiettivo”.

Niente uccellini colorati, banalizzati, stilizzati e felici, soprattutto svolazzanti, cioè liberi, ma, secondo il punto di vista di Emanuele Biancuzzi, una immagine delle realtà in contrasto con la rappresentazione ufficiale.

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