GEAPRESS – Sagra dei osei (uccelli) o festa di chi li tiene in gabbia? Una detenzione talmente particolare da arrivare ad imporre, con i lunghi periodi di penombra ai quali sono costretti gli animali, una vera e propria storpiatura dell’intero ciclo biologico.

A Sacile (PN), domani mattina, i frutti della natura modificata (in gabbia) verrano esposti per vere e proprie gare canore. Una manifestazione ormai fuori dai tempi, dicono gli animalisti, che serve solo a mantenere, nonostante le leggi di tutela, le cosiddette cacce di tradizione. L’uso degli osei, infatti, è funzionale alla cattura di altri uccelli selvatici vivi ed alla caccia di appostamento. In alcune regioni si chiama tradizione in altre ….. reato! Una sorta di federalismo penale che vede favorite alcune regioni del centro nord.

Intanto, gli uccellini cantano ad agosto, periodo impossibile secondo natura. Questo perchè il canto viene emesso dai maschi in periodo nuziale. Ad agosto la riproduzione è finita e gli uccellini sono in muta. Ma al cacciatore servono in canto a settembre per ingannare l’avifana migratoria e farla atterrare sotto il tiro del fucile. Ecco perchè sono tenuti al buio nel periodo antecedente. Per fare in modo che la tanto attesa luce, venga scambiata per la primavera.

E poi la provenienza. Teoricamente dovrebbero essere sia di cattura (pratica oltrove considerata reato) che di allevamento, ovvero ancora una volta in parte derivante da catture. I sequestri operati dalle Forze dell’Ordine di implumi catturati nei nidi inducono, invece, a pensare che l’origine prevalente sia quella di cattura. Del resto il tutto è facilmente occultabile con l’inserimento nella zampa di un anello inamovibile che ne attesti la nascita in cattività. Ed i reati che dovrebbero punire chi infrange la legge? Poco o nulla, visto che tutti i reati venatori italiani sono di natura contravvenzionale, ovvero quasi una sanzione amministrativa mascherata di penale.

Eppure a Sacile, gli osei in canto (ad agosto) fanno festa. Per quest’anno si registra pure una incredibile polemica tra il Comandante della Polizia Provinciale ed il Responsabile friulano della LAC, Alessandro Sperotto.

Abbiamo saputo che la Polizia Provinciale si occuperà di noi, fatto evidentemente ritenuto prioritario rispetto al benessere degli animali – dice a GeaPress Alessandro Sperotto – Vorrei assicurare la Polizia Provinciale che gli accordi ed i buoni rapporti con la Questura assicurano quella che in effetti è la nostra protezione visto che l’anno scorso siamo stati coperti di insulti e provocazioni“.

Il presidio animalista si svolgerà domani in Piazza del Popolo, a Salice. Dalle 8.30 alle 12.30 gli aderenti a LAC, Venus in Fur, Oipa, LAV e Veganzi si ritroveranno a protestare contro una manifestazione che di sicuro, per molti, non porta granchè lustro al piccolo Comune della provincia di Pordenone.

Ma domani, Sacile dovrà vedersela anche con altri picchi di temperature.
L’anticiclone africano, che sta imponendo la sua cappa di caldo in tutta l’Italia, porterà a Sacile la colonnina di mercurio oltre i trenta gradi. E gli uccellini?

Vale la pena ricordare – aggiunge Alessandro Sperotto – che l’edizione dell’anno scorso si è conclusa con ben tre Decreti penali di Condanna emessi per violazione dell’art. 727 sulle inidonee condizioni di detenzione. Alcuni uccellini morirono per la permanenza sotto il sole“.

Speriamo, pertanto, che anche la Polizia Provinciale voglia vigilare.

Per maggiori informazioni: NOSAGRAOSEI.ORG

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