GEAPRESS – Pur di avere tolta la querela, si era ravveduto. Poi, però, ha avuto un ripensamento ed è tornato alla carica. Nel vero senso della parola, dal momento in cui l’allevatore-espositore nella Sagra dei Osei di Sacile (PN), ieri, ha acciuffato per il collo uno dei manifestanti che cercava di convincerlo a spostare da sotto il sole gli uccelletti in gabbia. E dire che nel 2007, proprio sotto la Loggia del Municipio di Sacile, aveva minacciato e percosso un attivista che gli contestava le condizioni di detenzione degli animali. Allora costringeva due Gufi reali. La legge sulla caccia, purtroppo, glielo consente. Ora il ravveduto si ravvede nuovamente e torna così, con i suoi bellicosi propositi, a caratterizzare la Sagra degli Osei che, di aspetti difficilmente desiderabili ne ha già parecchi.

Così la pensano il centinaio di manifestanti che, ieri, hanno preso parte al presidio di protesta contro una sagra anacronistica quanto potenzialmente dannosa per gli animali. Ancor di più se, oltre agli spazi ridotti, ci si aggiunge il caldo afoso che soffocava l’intero Friuli.

Intanto Sacile, paese degli uccellini in gabbia, ieri, è stata anche colorata. Oltre cento manifestanti, arrivati da varie parti del Friuli, ma anche dal Veneto, Lombardia e Piemonte, hanno ridato speranza alla possibilità di cambiamento. Striscioni, manifesti e cartelli che bene hanno espresso l’indignazione di chi, gli animali, li vuole liberi e felici.

Alcuni attivisti monitoravano l’esposizione, segnalando gli eventuali abusi. Altri, più numerosi, portavano avanti la manifestazione grazie, anche, alle cinque volontarie in costume da uccello che hanno rappresentato silenziosamente la sofferenza degli animali in gabbia. Frasi semplici ed efficaci (oltre che sacrosante). “La libertà è un diritto per tutti“, e poi ancora “A te piacerebbe, nascere, crescere e morire in gabbia?

Piccoli prigionieri, tra l’altro, spesso di cattura (vedi articolo GeaPress), o comunque tutti costretti, se da richiamo, ad un lungo periodo di penombra in gabbiette appena poco più grandi di loro. A settembre, finalmente esposti alla luce (… dell’appostamento del cacciatore) crederanno di essere in primavera ed inizieranno a cantare. In tal maniera attireranno sotto il fucile, i migratori alati.

La cosa incredibile è che tale uso degli animali, è considerato reato. Alcune regioni però, si ostinano ad autorizzare forme di caccia di cosiddetta “tradizione”, grazie a leggine poi impugnate da Corte Costituzionale e Corte di Giustizia europea. Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lombardia, sono le regioni della deroga illegittima. Vi era pure il Friuli, ma le pressioni animaliste ed i ricorsi di LAC e WWF, hanno già da qualche tempo bloccato il tutto.

Forse per questo – dice a GeaPress Alessandro Sperotto, Responsabile LAC per il Friuli – la Sagra di Sacile è sembrata ora più indirizzata agli animali domestici ed in minor misura alle specie selvatiche“. Fatto questo, ad avviso dei Sperotto, che comunque non si concilia, sotto il profilo del benessere degli animali, con la normativa del settore.

I manifestanti, riuniti nel gruppo “Animalisti FVG”, hanno messo inoltre a disposizione di tutti un importante sito di informazione tematico, avente come oggetto proprio la sagra dei osei. Su nosagraosei  capeggia la frase di Tom Regan, il filosofo statunitense dei diritti degli animali: dobbiamo svuotare le gabbie non renderle più grandi!. Così dice Regan. Lui e molti altri ancora. Speriamo che anche Sacile sappia leggere. Per qualche altro, poi, se proprio di diritti animali non vuole intendere, speriamo almeno che pensi a quelli del collo di chi ha visioni diverse dalle sue. 

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