sacile II
GEAPRESS – La sorpresa più grossa della Sagra degli Osei svoltasi ieri a Sacile (PN) è stata probabilmente la presenza di commercianti dell’est Europa. Esponevano alla vendita uccelli appartenenti a varietà domestiche ma anche selvatiche, come nel caso dei lucherini. Tutto passato senza problemi ai controlli, ma in questo caso ci si deve fidare di certificazioni provenienti da paesi UE per i quali, forse, qualche dubbio è anche legittimo.

A preoccuparsi dell’inedita novità è l’Avvocato Alessandro Sperotto, Delegato regionale Friuli Venezia Giulia della LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia). Non è infatti un mistero per nessuno che tra i sequestri avvenuti negli ultimi anni, se ne annoverano alcuni di tordi ed altri uccelli ancora implumi provenienti finanche dalla Polonia.

Nonostante tutto – dichiarata l’Avv. Sperotto a GeaPress – la Sagra negli anni va cambiando e da quest’anno la piazza di Sacile è stata interdetta all’esposizione di animali vivi. Così  non era ovviamente nelle altre vie, ma comunque una novità che potrebbe essere vista come un tentativo di apertura. Mi preoccupa, invece, l’esposizione di soggetti provenienti dall’est Europa“.

A Sacile, in occasione dell’annuale Sagra, sembrerebbe però confermarsi la diminuzione di venditori di uccelli di specie autoctona, mentre di maggior rilievo è quella di animali appartenenti a specie cosiddette domestiche. Un evento antico ed in grande stile che vede addirittura la chiusura di alcune vie del centro, salvo pagamento di un biglietto di ingresso. Proprio in quest’area era stato indetto il presidio animalista organizzato dalla LAC, Animalisti FVG e LAV. Oltre un centinaio di manifestanti che hanno tenuto desta l’attenzione su un problema che trova la sua radice storica nella particolare collocazione di Sacile.

Siamo infatti molto vicini alla pedemontana, zona di roccolatori anche se, spiega l’Avv. Sperotto, è un fenomeno che si va spegnendo. Diffuso ancora il bracconaggio, ma è pur vero che in Friuli Venezia Giulia, l’ultimo anno nel quale hanno esercitato gli impianti di cattura risale addirittura al 2007. E’ stato in quella occasione che un ricorso al TAR della LAC pose fine alla cattura. Coloro che ogni anno tentano di ottenere il permesso per uccellare sono molto pochi. Non più di venti-trenta per la provincia di Pordenone e più o meno lo stesso numero per quella di Udine. Nessuno, invece, per Gorizia e Trieste.

Niente, rispetto al passato. Un fatto che dovrebbe far riflettere sulla reale collocazione temporale ed ambientale della Sagra di Sacile. Un discorso, sembrano dire gli animalisti, sono gli aspetti storici. Un altro, invece, quello sulla sensibilità maturata. Dunque, Sacile può anche continuare ad essere un punto di riferimento per gli uccelli, ma sotto un altro punto di vista. Eventi a tema, manifestazioni di studio ed a carattere protezionistico.

A meno di un  mese dalla manifestazione animalista dello scorso 27 luglio (vedi articolo GeaPress), Sacile ha riproposto alti numeri di partecipazione da parte di chi dice no alla Sagra. Un fatto impensabile fino a non molti anni addietro. Una novità che ha contribuito a creare un vivace dibattito nella politica locale.

Di certo, proprio nel cuore dell’evento, in pochi si aspettavano la sorpresa preparata dalle tre associazioni e dall’Eurodeputato veneto Andrea Zanoni, molto sensibile alle cause animaliste.

Un aereo ha infatti più volte sorvolato Sacile proprio mentre era in corso la Sagra. Inequivocabile il messaggio: “Liberi di Volare – No sagra e Osei“.   Un lavoro intenso che ha giustamente premiato l’impegno dei volontari.

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