GEAPRESS – Visto che ti piacciono tanto gli animali tieniteli stretti. La manifestante contro l’esposizione degli uccelli di Sacile in provincia di Pordenone, si è vista così gettare addosso un pugno di vermi utilizzati per il pasto degli uccelli. Un secondo manifestante, invece, è stato spintonato. Aveva cercato di convincere l’espositore a fornire un minimo di conforto ad un gruppo di animali da cortile tenuti in una scatola. Trentatré gradi all’ombra, oggi alle 13.00 a Sacile ed uccellini con il becco aperto. Per fortuna, le temperature elevate non hanno contribuito ad alimentare indesiderati episodi come l’aggressione avvenuta l’anno scorso, quando un espositore già noto per le sue inottemperanze, non esitò ad afferrare per il collo un manifestante (vedi articolo e video GeaPress). Secondo indiscrezioni pervenute parrebbe che la Questura di Pordenone l’abbia invitato a non andare, anche se qualcuno, oggi, dice di averlo visto.

Oltre duecento quest’anno, per dire no alla esposizione di uccelli.

Ancor di più dell’anno scorso – riferisce a GeaPress Alessandro Sperotto, Responsabile regionale della LAC – mentre nel complesso mi sono sembrati in diminuzione sia gli espositori che i visitatori“.

Certo, però, che la dichiarazione di Daniele Molmenti, atleta portacolori del Corpo Forestale dello Stato e vincitore della canoa alle Olimpiadi di Londra, ha rappresentato il più bel regalo che gli amanti della natura potevano aspettarsi. La visita allo stand antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato e poi, presa la parola, ha prima invitato a vedere la mostra ed infine ha dichiarato: “aprite le gabbie e liberate gli uccelli“. Una mostra, quella del Corpo Forestale dello Stato, organizzata dal Comando regionale del Veneto, con lo scopo di sensibilizzare il pubblico sulle questioni relative alla tutela e alla conservazione della biodiversità. Reperti provenienti da sequestri, tra i quali animali imbalsamati curati dal Museo di Storia Naturale di Jesolo ed un ricco corredo di trappole, anch’esse sequestrate, con le quali i bracconieri disseminano i sentieri in cerca di uccellini. Poi le fotografie naturalistiche di Gianluca Ubaldi e la ricostruzione fedele di uccelli estinti. Dal preistorico Archaeopterix, ai più recenti (sempre in termini di scomparsa dalla faccia della terra) Dodo e Alca impenne.

Qualcuno, però, vorrebbe vedere estinta proprio quella mostra e quest’anno, in ancora maggior numero, lo ha dimostrato.

Non è possibile – ha dichiarato Alessandro Sperotto – che si debba assistere ancora a spettacoli del genere. Uccelli con il becco aperto per il forte caldo, conigli in gabbiette e odore di urina. Il tutto sa di violenza anche se qualche spiraglio positivo indubbiamente c’è – ha aggiunto il Responsabile LAC – ad esempio, vi erano meno espositori di avifauna autoctona e prevalevano allevatori di canarini ed altri animali appartenenti a specie non selvatiche, comunque in numeri inferiori rispetto al passato“.

Una mostra storica, quella di Sacile, che affonda le sue radici nel mondo degli uccelli da richiamo. Tradizioni di caccia venatoria locali ma che, come riferito in un comunicato dell’ex Ministro del Turismo Brambilla, non possono tenere “di fronte alla sofferenza degli animali“. Duecento animalisti, appartenenti ad Animalisti Friuli Venezia Giulia, LAC, LAV ed altre Associazioni. Tutti uniti per la natura ma libera da gabbia, come, proprio a Sacile, ha detto il nostro campione olimpico.

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