ALLODOLE
GEAPRESS – Romania indietro tutta. Una proposta di legge, a quanto sembra pronta per essere votata, vorrebbe autorizzare la caccia primaverile (ovvero nel periodo di nidificazione degli uccelli) ed abolire il divieto di accesso nelle proprietà private. In pratica la Romania, qualora dovesse passare la legge in questione, si porrebbe alla pari di Malta, per quanto riguarda le cacce primaverili, e dell’Italia, dove l’incredibile ariticolo 842 del Codice Civile, consente ai cacciatori di entrare nelle proprietà private anche con l’opposizione del proprietario, fatto salvo per quelle cinte da costose recinzioni o fossati.

A denunciare la proposta in questione è Birdlife International, che solleva però, la possibile violazione delle Direttive dell’Unione Europea che proteggono gli animali nel corso delle migrazioni primaverili.

Tra gli uccelli che si dovrebbero sparare, riferisce sempre Birdlife International, vi è poi l’allodola le cui popolazioni europee sono diminuite dal 50% a partire dal 1980.

Birdlife, però, sottolinea anche il problema dei diritti dei proprietari dei terreni. “Qualora venisse approvata la legge – riporta la nota del’ONG – si permetterebbe a chiunque di inseguire l’avifauna inoltrandosi su un qualsiasi campo privato e senza il permesso del proprietario“. Sembra che l’assunto sul quale si basa tale previsione di legge, sia proprio la proprietà statale della fauna selvatica: essendo di tutti, è possibile cacciarla un po’ dove si vuole, anche senza il consenso del proprietario del terreno.

Il modello “Malta-Italia” che la Romania sembrerebbe volere adottare, potrebbe inoltre favorire i seguagi di Diana proprio di questi due paesi. Maltesi e, molti di più, Italiani, sono infatti i cacciatori dei cosiddetti viaggi venatori. Fino ad ora, però, per uccidere avevano bisogno di un invito da parte del proprietario terriero come di un gestore di un’area di caccia. Tale presupposto, potrebbe ora venir meno.

Se questa legge dovesse passare, aggiunge Birdlife International, si rischia il massacro dell’avifuna romena.

A tal proposito vengono ricordati gli interventi di polizia che hanno bloccato in più occasioni, cacciatori italiani trovati in possesso di migliaia di uccelli abbattuti.

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