GEAPRESS – L’ultimo animale ucciso è stato trovato dal WWF all’interno di una riserva di caccia nel Maramures, al nord del paese, quasi al confine con l’Ucraina. Vittima dei bracconieri in una riserva di caccia che non dispone, tra l’altro, di alcuna quota di prelievo. Il gestore, prontamente contattato dal WWF, non ha provveduto ad avvisare, nei tempi di legge, l’autorità competente romena.

L’animale, un maschio di età compresa tra i sei e gli otto anni, faceva parte di un progetto del WWF che si propone di monitorare la popolazione di orsi dei Carpazi, al confine con Ucraina ed Ungheria. Per questo l’orso ora finito dal bracconiere (nella foto del WWF), era stato provvisto nello scorso giugno di un sistema di rilevamento GPS. Per due anni avrebbe fornito dati preziosi sulla biologia della specie, ma l’ultimo segnale era pervenuto lo scorso 30 agosto. Poi, nulla più.

Per il WWF l’orso è finito vittima del pessimo sistema di gestione dei grandi carnivori, esistente in Romania. Gravi problemi di bracconaggio che rendono drammatica la precarietà già determinata dall’eccessiva frammentazione dell’habitat. Un problema serio che oltre al maggiore coinvolgimento delle autorità romene, richiederebbe, sempre ad avviso del WWF, l’intervento della Commissione europea. L’orso, infatti, riveste un elevato valore biologico per la conservazione della natura in Europa. I Carpazi rappresentano di fatto una delle ultimissime aree dove è ancora possibile intervenire. Rappresentano la roccaforte non solo dell’orso ma anche del lupo e della lince.

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