lupa lucretili III
GEAPRESS – Ha tentato di amputarsi l’arto rimasto trappolato, prendendosi ripetutamente a morsi. La povera lupa trovata sabato scorso in località Monte Matano, nel Parco Regionale dei Monti Lucretili, era dolorosamente avvilita dalla morsa dell’orrendo laccio-cappio che il bracconiere aveva sistemato per i cinghiali. Ad ogni tentativo di allontanarsi, il cappio stringeva maggiormente nella ferita. A trovarla sono state le Guardie del Parco, unitamente ai Forestali del Comando Stazione di Palombara Sabina.

A diffondere subito la notizia e le fotografie della lupa, è stato lo stesso Parco Regionale del Monti Lucretili che in tal maniera ha denunciato l’atto di bracconaggio. L’animale, di circa un anno e mezzo di età, si presentava debilitato e con l’evidente ferita  del grosso cappio metallico. Il “laccio”, riferiscono a GeaPress dal Parco Regionale, era infatti  profondamente penetrato nell’arto posteriore destro.

La lupa, grazie al servizio di vigilanza del Parco ed al Corpo Forestale è stata così trasportata presso l’Ospedale veterinario Croce Azzurra di Roma. Ricevute le prime cure è ora presso il giardino faunistico di Piano dell’Abatino, in provincia di Rieti.

Secondo il dott. De Marco, della Clinica Veterinaria Croce Azzurra,  la lupa non è più nello stato nel quale è stata trovata. Le condizioni generali, infatti, vengono giudicate buone. Il vero problema, che preoccupa nella definizione di una prognosi, è la profonda ferita lasciata dal cappio metallico. Venerdì prossimo si deciderà se intervenire chirurgicamente. Non è esclusa, a tal proposito, l’ipotesi dell’amputazione. Nel caso, la povera lupa, vittima dell’ennesimo episodio di bracconaggio, non potrà mai più rivedere i boschi dove era nata e cresciuta.

Il dott. De Marco, ha inoltre confermato a GeaPress i morsi che la povera lupa si è inferta nel tentivo di liberarsi dalla tremenda morsa del laccio.

VEDI AGGIORNAMENTO 29 SETTEMBRE 2013

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