GEAPRESS – E’ dovuto infine intervenire il Consiglio di Stato con una sentenza appena pubblicata, per porre fine, almeno in campo legale, alla lite scoppiata tra gruppi di associazioni venatorie nazionali sulla legittimità del riconoscimento rilasciato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali emanato di concerto con il Ministero dell’Interno. Dal riconoscimento ministeriale derivano varie disposizioni tra cui la gestione di fondi ministeriali.

I cacciatori continuano a non andare d’accordo e così alcune associazioni, tra cui Arcicaccia e Italcaccia, si sono opposte al decreto ministeriale che
ha riconosciuto una Confederazione di Associazioni Venatorie con sede a
Thiene (VI).

Secondo il Consiglio di Stato la Confederazione con sede in Veneto, ma che raggruppa rappresentanze non solo nel nord est, sarebbe inidonea a consentire il perseguimento delle finalità per questo caso previste dalla legge, potendo addirittura arrivare a configurarne l’elusione. In altri termini, secondo il Consiglio di Stato, la struttura periferica della confederazione perdente, non può essere confusa con una federazione di organismi locali.

Apriti cielo. La presidentessa della Confederazione, in un infuocato comunicato stampa, ha annunciato il proseguo delle battaglie del contenzioso fratricida lanciando accuse gravissime sull’uso dei soldi degli associati della controparte, tra cui c’era anche la Federazione Italiana della Caccia, secondo lei dissipati non in una guerra contro gli anti caccia ma bensì contro i cacciatori.

Il riconoscimento ministeriale viene rilasciato secondo disposizioni previste dalla legge sulla caccia. Basti pensare che sono riconosciute finanche associazioni di allevatori di animali rilasciati in natura per la disponibilità delle doppiette, i cui fini, oltre che venatori, vengono considerati ricreativi e formativi.

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