GEAPRESS – Si è giustificato dichiarando che li aveva entrambi trovati, forse feriti. Uno storno ed addirittura una femmina di falco di palude detenuta in una gabbia per pappagallini. Eppure l’illegittimo detentore avrebbe dovuto conoscere che la legge vieta tali comportamenti. Il denunciato, infatti, è un cacciatore e la norma che vieta già la stessa detenzione di fauna selvatica, è contenuta nella legge quadro che disciplina l’attività venatoria, vecchia di venti anni. Ad intervenire le Guardie Zoofile dell’ENPA di Roma e la Polizia Provinciale dell’Ufficio Centrale Operativo di Roma.

All’ENPA era pervenuta una dettagliata segnalazione. Il gabbione con il falco era addirittura visibile dalla strada. Siamo a Roma, zona portuense. La prigionia del falco aveva a quanto pare procurato delle ferite alle ali. Il povero animale, protetto dalla legge, continuava però ad essere detenuto. Altresì protetto dalla legge è anche lo storno. Il cacciatore è stato denunciato per detenzione illegale di fauna selvatica e maltrattamento di animali.

Nel primo caso, un reato di semplice contravvenzione. Purtroppo la legge sulla caccia impedisce l’applicazione ai cacciatori trovati in atto di bracconaggio, dei reati di furto, furto aggravato e ricettazione. Con l’inaugurarsi della prossima stagione venatoria, inoltre, al cacciatore non sarà impedito imbracciare il fucile ed andare a caccia, tranne superiore disposizione dell’autorità di Polizia.

Dopo l’intervento di ENPA e Polizia Provinciale, il nominativo del cacciatore è stato comunicato alla Questura per gli eventuali provvedimenti sul porto d’armi. Entrambi gli animali sono stati consegnati al centro recupero di Roma. Si spera in una loro riabilitazione e liberazione.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati