GEAPRESS – Una cinquantina in tutto i seguaci di Diana che ieri si sono concentrati in un’area di circa due ettari nei pressi dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, a Torvajanica (RM). Sembrano essere interessati alla caccia delle quaglie. Improvvisamente un colpo di fucile e qualcosa che cade in terra. Gli attivisti si recano nel luogo e rinvengono, ormai esamine, una povera rondine. Stava migrando verso l’Africa, come le quaglie. Se non fosse stato per quella fucilata, sarebbe tornata la prossima primavera per riprodursi.

Gli attivisti antispecisti del Lazio si avvicinano sempre più a quel continuo perpetrarsi di spari. Vedono altri animali cadere nel folto della vegetazione. Sembrano rondini, oppure balestrucci, un uccellino affine alle rondine anche lui impegnato, in questi giorni, nel volo migratorio.

Infine i cacciatori. “Che ci state a fare qua?“, chiedono quasi incuriositi. Poi, l’attenzione, è sulla povera rondinella. “Volevamo sapere chi spara alle rondini. Vuoi vedere che stiamo qui finché non andate via?“. I cacciatori sono concentrati in più punti. Una scena, ricorda qualcuno, da ragionier Filini ed Ugo Fantozzi nel noto film con i cacciatori armati di carro armato e canarino in gabbia come richiamo. Arriva qualche risposta sgarbata e probabili minacce, ma da parte animalista non c’è cedimento. Dopo il continuo pressing sulle motivazioni degli sparatori e sulle uccisori di rondini, una trentina di loro decidono di lasciare il posto e andare al bar.

Una iniziativa, quella della “caccia al cacciatore” che va avanti in quelle zone ormai da una decina di anni.

Caccia al cacciatore, anche a Rozzano, in provincia di Milano. In questo caso ad organizzarla è stata l’Associazione Gaia e Ambiente che ha ricordato i tanti numeri della caccia la cui stagione, in Italia, si è ufficialmente aperta ieri. Danni contro la natura, ad iniziare dalle milioni di tonnelate di piombo sparse nel terreno. I sali di questo metallo, sono molto pericolosi. Poi gli altri milioni, ovvero quelli degli animali morti grazie alle assurde leggi del nostro paese. Regioni che rispettano le direttive comunitarie e che puniscono l’uccisione di una data specie ed altre, appena passato il confine amministrativo, con le cacce in deroga. Centinaia di migliaia di volatili appartenenti a specie protette e particolarmente protette che alcune Giunte regionali, come quella di Formigoni in Lombardia e di Zaia in Veneto, continuano a far uccidere nonostante la condanna della Corte di Giustizia europea. Poi i morti ed i feriti che si registrano ogni anno e collegati comunque alla seconda più alta densità europea di cacciatori. Una attività, quella di caccia, che secondo Gaia e Ambiente è dannosa agli animali, all’ambiente e all’uomo.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati