garzetta ferita
GEAPRESS – Uno Sparviere, uccello rapace protetto dalla legge, è stato trovato sul litorale di Ardea, alle porte di Roma, ferito da un colpo di arma da fuoco. L’esame radiologico, eseguito presso il Centro recupero Fauna Selvatica della LIPU di Roma, ha purtroppo rivelato gli esiti nefasti dei pallini di piombo.

La frattura scomposta ed esposta del radio e dell’ulna, era stata causata dalla rosa di pallini visibili, nelle lastre, conficcati nel corpo. Il rapace, purtroppo, è morto poco dopo il ricovero a seguito della gravità della ferita riportata.

Ancora un atto di bracconaggio, commenta la LIPU, ma quello che è ancora più incredibile è quanto occorso ad una Garzetta, piccolo ardeide anch’esso protetto dalla legge trovata lo scorso 30 ottobre scorso all’incrocio tra le vie Boccea e Casal Selce nella periferia nord ovest della Capitale.

Già al primo esame veterinario apparivano diverse ferite da pallini e la radiografia successiva ha evidenziato una frattura all’omero dell’ala sinistra. Nonostante gli sforzi dei veterinari del Centro, l’uccello è morto 24 ore dopo il ricovero.

Il particolare forse ancora più inquietante è emerso a un esame più attento del proiettile che l’ha ucciso. Si trattava infatti di un calibro 4,5 di tipo “diablo”, utilizzato con fucili ad aria compressa. Per la LIPU potrebbe non trattarsi del solito cacciatore che agisce da bracconiere (visto che la garzetta è impossibile da confondere con uccelli legalmente cacciabili anche a un occhio poco esperto). Il fucile, inoltre, non era sicuramente adatto alla caccia.

Il sospetto è che il responsabile di quest’atto criminale abbia sparato addirittura da casa, dal balcone o dal giardino, per provare il fucile o per mostrare la sua abilità.

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