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GEAPRESS – Trentadue persone denunciate, ventotto fucili, quindici richiami elettromagnetici vietati e numerosi esemplari abbattuti di fauna protetta sequestrati. Questo il bilancio alla fine della stagione venatoria 2014/15 dei servizi svolti dalle guardie venatorie volontarie della Lipu. Un indicatore preoccupante della diffusione dell’illegalità venatoria sul territorio della Provincia di Roma.

Il nostro piccolo nucleo di volontari, che svolge la propria attività nel tempo libero – ha dichiarato il coordinatore del Nucleo Provinciale di Vigilanza Venatoria Volontaria Lipu, Luca Demartini –  ha totalizzato dall’inizio della stagione venatoria un numero impressionante di accertamenti di reati venatori, più numerosi verbali di accertamento amministrativo, regolarmente inviati all’Ufficio Caccia della Provincia di Roma per i successivi atti di notifica. La Provincia di Roma è terra di bracconaggio, molto più di quanto non si pensi, né più né meno di altre aree più famose in Italia per il fenomeno

Il dato che più fa riflettere – ha aggiunto Demartini – è che a compiere questi atti non sono solamente i bracconieri di mestiere, ossia persone dedite alla caccia illegale anche per motivi di lucro, ma spesso anche semplici appassionati della caccia, che non considerano riprovevole prendere inopportune “scorciatoie” per aumentare il carniere, benché ciò sia previsto come reato dal nostro ordinamento. Riteniamo inammissibile che questi comportamenti illeciti siano entrati come normali nella cultura della nostra provincia. Le specie colpite spesso non godono di buono status di conservazione, cioè sono a rischio o in diminuzione; e inoltre i mezzi vietati utilizzati, come i diffusissimi richiami elettromagnetici, permettono carnieri assolutamente sproporzionati rispetto ai limiti di legge”.

Ovviamente non tutti i cacciatori della Provincia sono così. Nel corso dei controlli è stata verificata la presenza di cacciatori assolutamente corretti, ma secondo la LIPU negli ultimi anni si è registrato un aumento delle violazioni, soprattutto di natura penale, con gravi conseguenze per l’ambiente e la fauna che è, sottolineano gli ambientalisti, un patrimonio di tutti, ‘Patrimonio Indisponibile dello Stato’ come recita la Legge.

Il dato della Provincia di Roma fa apparire in maniera lampante che, nonostante gli sforzi profusi dalle Forze dell’Ordine, la vigilanza venatoria sia del tutto insufficiente in ampi settori di territorio – dichiara il presidente Lipu Fulvio Mamone Capria – e quindi è necessario che sia dato nuovo impulso alla qualificazione di Guardie venatorie volontarie preparate ed attive, e soprattutto che le forze di polizia preposte alla tutela ambientale siano dotate di mezzi ed organici adeguati a tanto compito. A questo proposito intendiamo manifestare tutta la nostra preoccupazione per i progetti che riguardano la cancellazione del Corpo Forestale dello Stato e il destino della Polizia Provinciale, assolutamente in bilico, nel passaggio tra Provincia e Area Metropolitana. Auspichiamo che quest’ultima non ridimensioni le competenze dell’attuale Polizia Provinciale, perché aprirebbe un vuoto notevole nel già scarno spettro dei controlli sulle leggi in materia di difesa dell’ambiente e degli animali.”

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