GEAPRESS – Il Corpo Forestale dello Stato, con il suo Comandante Regionale della Liguria dott. Renzo Morolla, ha smentito a GeaPress ogni coinvolgimento della Forestale nella “lezione” di caccia al cinghiale per i bambini di scuola elementare, presentata nei giorni scorsi dal Sindaco di Rocchetta Vara (SP) Roberto Barotti (vedi articolo GeaPress). La presenza dei Forestali era stata riportata sui giornali proprio nel corso della comunicazione dell’iniziativa.

Secondo quanto riportato a nome del Sindaco, sembrerebbe che il suo paese sia abitato in massima parte da cacciatori, tanto che le stesse riunioni di Giunta, per agevolare gli Assessori cacciatori, vengono concordate in giornate di caccia chiusa. Un’anomalia statistica, visto che la percentuale dei cacciatori italiani si aggira intorno all’1%. Il Sindaco della Giunta di centro sinistra dello spezino, aveva deciso così di far conoscere la sua cittadina e i suoi abitanti.

Chissà, però, se queste sono le reali intenzioni dei cittadini, anche perché oggi lo stesso plesso scolastico che avrebbe dovuto mandare i bimbetti di quarta e quinta elementare ad assistere alla dimostrazione di caccia (con tanto di cacciatore, cani e cinghiale chiusi in un’area recintata) ha annunciato la sua indisponibilità. Se dei genitori vorranno inviare i figli, lo faranno a titolo personale e fuori dagli orari scolastici (dicono alla scuola). Meno male, almeno la scuola antepone i suoi principi ai giorni di caccia. Gli stessi dirigenti scolastici, tra l’altro, hanno saputo solo dai giornali dell’inusuale iniziativa che godrebbe delle magliettine di Federcaccia.

Cosa fanno i cacciatori? Denunciano.
Questo perché la Responsabile Diritti dei Verdi, Cristina Morelli, criticando, tra i tanti, l’iniziativa del Sindaco come una educazione all’assuefazione della violenza avrebbe ritenuto opportuno ricordare come anche i mafiosi allenano i minori ad uccidere gli animali. Caccia Ambiente, però, sentendosi offesa e diffamata ha annunciato il ricorso all’Autorità Giudiziaria. Si vedrà. Ad ogni modo è nella storia della mafia che i killer vanno addestrati fin da piccoli. Poi, tutto il resto, lo lasciamo al libero pensiero. Finché ancora sarà consentito.

Eppure, molti anni addietro, in una famosa trasmissione televisiva condotta da Giuliano Ferrara, una teologa manifestò le sue perplessità sul fatto che i cacciatori avessero addirittura un’anima. La cosa scatenò, ovviamente, delle critiche ma nessuno si sognò di andare a denunciare. Difficilmente, però, il calo continuo dei cacciatori italiani (nonostante quello evidentemente in controtendenza di Rocchetta Vara) sarà stato dovuto alla mancata denuncia. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).