cinghiale
GEAPRESS – Era fermo in terra, come se dormisse, il cinghiale trovato dalle Guardie dell’ENPA di Caserta nei terreni montani di Roccaromana (CE). Immobile in una postura quasi irreale per un animale che era morto. Dal muso, poi, una macchia di sangue fresco.

Abbandonato dal bracconiere oppure un animale che era andato a morire lontano, e non più trovato, rispetto a dove era stato sparato?

Di certo era morto a colpi di pallettoni e questo bastava per  tentare rintracciare l’esecutore. Purtroppo l’appostamento non  ha fornito il risultato sperato, considerato che nessuno si è fatto vivo per recuperare il cinghiale abbattuto.

Le Guardie dell’ENPA, sottolineano a questo proposito l’uso diffuso di lacci – cappio per ungulati che dimostrano le perduranti quanto illegali  abitudini dei bracconieri. Trappole tremende che tramite un nodo scorsoio provocano un’agonia lunga e dolorosa.

Le  Guardie ENPA, nell’ambito dello stesso controllo antibracconaggio le hanno rinvenute a Teano, non molto distante da Roccaromana. Circa 10 lacci per ungulati,  fortunatamente senza vittime.  I luoghi battuti sono sempre gli stessi, quelli dove ormai i bracconieri sanno di poter agire quasi liberamente. E nonostante le continue visite del personale ENPA, le sorprese non finiscono mai.

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