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GEAPRESS – Si stabilirà domani,  presso le Commissioni congiunte Ambiente e Industria del Senato,  la sorte dei richiami vivi. Con l’articolo 16 del Decreto sulla Pubblica amministrazione, infatti, si avrà l’opportunità di cancellare quella che la LIPU definisce una vergogna.

“I Senatori possono oggi passare alla storia con un voto per l’Europa, il diritto alla migrazione, il rispetto degli animali. Non perdano questa straordinaria occasione” ha dichiarato Fulvio Mamone Capria, presidente Lipu-BirdLife Italia, alla vigilia del voto al Senato.

Per la LIPU è bene ricordare cosa sono i richiami vivi: piccoli uccelli migratori la cui esistenza di natura, viaggio e libertà viene bruscamente interrotta da una rete che li cattura e da una gabbia di pochi centimetri che li tiene prigionieri per tutta la vita. Un abominio, contro natura e contro le regole del buon senso, che ha spinto 50mila italiani a firmare in poche settimane la petizione della Lipu e successivamente centinaia di migliaia di persone ad aderire alla richiesta di abolizione.

Va inoltre sottolineato – ha aggiunto il presidente della LIPU – che la cattura dei piccoli uccelli è una pratica vietata dalla direttiva Comunitaria, ma che l’Italia ha continuato a svolgere per anni, catturando ufficialmente oltre 1 milione di merli, allodole, tordi, fino a quando l’Europa è intervenuta a chiedere un cambio di rotta“.

Di minuscole galere, ovvero delle gabbie ove sono rinchiusi i richiami vivi, riferisce invece l’ENPA che, nel suo appello ai Senatori ricorda il buio e le sofferenza che dovrebbero ormai appartenere al passato.

Umiliare la splendida forza della natura, facendone tanti miserabili “fischietti” viventi, piccole macchine da richiamo, che cantino in autunno anziché in primavera per attrarre verso la morte i propri simili, è un residuo medievale, che nessuno spirito venatorio può giustificare” – spiega la Protezione Animali.

Per l’ENPA è certamente molto grave la procedura d’infrazione aperta dall’Europa nei  confronti dell’Italia, ma ancora più profonda è la ferita alla coscienza dell’opinione pubblica, “come i nostri legislatori ben sanno”.

E contro i richiami vivi “scende in campo” anche l’attrice  Alba Rohrwacher di cui è nota la sensibilità per gli animali. «Spero che il Senato abolisca la pratica crudele dei richiami vivi – ha detto Rohrwacher -, pratica per la quale l’Europa ci ha messo giustamente sotto accusa.»

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