GEAPRESS – Riprendendo le note polemiche sui botti di capodanno e i danni agli animali, gli operatori del Centro Recupero Animali Selvatici di Rende (CS) sottolineano come in contrada Lacone, dove ha sede il Centro, il botto c’è stato ma anticipato. Una esplosione venatoria, quella registrata tra la Vigilia di Natale e il giorno di Santo Stefano. Tre Poiane ed un raro Airone Guardabuoi, tutti ricoverati per colpi d’arma da fuoco. Pallini da caccia che li hanno colpiti in varie parti del corpo. A livello internazionale l’Airone guardabuoi, ricordano gli esperti del Centro, è inserito nell’Allegato 2 (inerente le specie faunistiche rigorosamente protette) delle “Convenzione sulla conservazione della vita selvatica dell’ambiente naturale in Europa”, adottata a Berna il 19 settembre 1979.

Un Natale particolare, dunque, al quale il Centro di Rende ha comunque voluto dare un significato di speranza, annunciando il recupero e la successiva liberazione, giorno 28 dicembre, di due Poiane ed un Gabbiano reale, in località Bosco di Mavigliano. Il rilascio in natura è stato un successo. Ad essere presente anche la Polizia Provinciale con il suo Comandante, Giuseppe Colaiacovo, e gli Assistenti Capo Salvatore Pirillo e Francesco Balestrieri.

Entrambe le Poiane, dopo una breve sosta nel folto della vegetazione arborea, si sono alzate in volo. Il Gabbiano reale, in particolare, ha seguito il corso del fiume.

E per i volontari del Cras questo rimane il più bel regalo di Natale, per alcuni una semplice liberazione, ma in realtà un lungo lavoro di pazienza, competenza e soprattutto passione.

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