GEAPRESS – La Corte di Giustizia Europea ha condannato la Regione Sardegna per avere concesso deroghe filo-caccia palesemente contrastanti con la norma sia nazionale che europea. In particolare è stata illegittimamente autorizzata la caccia a specie protette utilizzando i presunti, ma in realtà mai documentati, danni all’agricoltura. La Sentenza della Corte di Giustizia di Strasburgo, però, oltre a rilevare tale grave inadempienza, ha altresì sottolineato come la Regione Sardegna, contrariamente a quanto previsto dalla legge, ha concesso di armare i fucili dei cacciatori senza valutare soluzioni alternative.

Purtroppo, sottolineano alla LIPU, tali escamotage sono utilizzati anche da altre Regioni. Ovvero consentire di uccidere specie protette utilizzando, senza documentare, i danni all’agricoltura. L’effetto boomerang di tale impropria politica lo pagheranno, però, tutti i cittadini, considerato che la mannaia delle prossime sanzioni economiche, colpirà indiscriminatamente le tasche di tutti i contribuenti.

Il fatto preoccupante, aggiungono sempre alla LIPU, è che la Regione Sardegna continua ad infischiarsene di tali effetti. Ha infatti appena varato, sempre a proposito di caccia in deroga, la nuova legge regionale che consente di uccidere ampliando oltremodo i periodi di silenzio venatorio. In pratica si potrà sparare a febbraio a specie che già sono in riproduzione. Un provvedimento illegittimo, dunque, che premia forse con qualche voto senza scrupolo, ma che la farà pagare a tutti. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).