GEAPRESS – Sta suscitando un mare di polemiche, ma anche ilarità, la notizia battuta stamani dall’ANSA circa il rimborso elettorale di 750 euro del quale avrebbe beneficiato un misterioso Consigliere Regionale lombardo. Una piccola cifra, rispetto ad altre che stanno in queste ore caratterizzando il lavoro della Guardia di Finanza al Pirellone. Ci sono anche spese di macelleria ma quelle 750 euro di rimborso elettorale sarebbero state destinate all’acquisto di cartucce da caccia.

Aperta dunque la caccia al Consigliere. Ad essere acquisita, a quanto pare, è la documentazione di più gruppi consiliari e la voce circolata circa la presunta responsabilità di un Consigliere leghista è giusto che attenda la necessaria conferma.

Un caso che forse non dovrebbe tanto meravigliare e che di sicuro lascia non sorpresa (sebbene “amaramente“) la stessa Protezione Animali milanese. Per Ermanno Giudici, Presidente della sede ENPA di Milano “a forza di impallinare gli uccellini, hanno finito per impallinare i contribuenti“.

Il riferimento, a proposito di “uccellini” non può che essere rivolto alle fantomatiche cacce in deroga consentite (eccetto per questa stagione) contro ogni logica dalla Regione Lombardia. Fringuelli, peppole, storni ed altri piccoli animali, finiti uccisi in barba alle direttive nazionali e comunitarie. Anzi, a giudicare dai recenti interventi delle Forze dell’Ordine e delle Guardie Volontarie, sembra quasi che la caccia in deroga sia solo formalmente chiusa.

Certo che individuare dove siano finite, al di là di chi ha avuto l’ardire di metterle a rimborso, quelle cartucce da caccia, potrebbe magari svelare qualche altro piccolo segreto delle presunte lobbies venatorie in politica.

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