GEAPRESS – Si chiama gabbia larsen e si basa sul principio che un uccello intrappolato attira con la sua stessa presenza un altro animale in genere della stessa specie. Viene cioè sfruttata la spiccata territorialità di alcune specie. Non mancano diversi usi, come ad esempio la cattura di rapaci, vietata dalla legge, attirati da una facile preda. Sebbene raramente, può succedere, ad esempio con le Poiane.

La gabbia larsen viene spesso consentita per abbattere i corvidi. Se non autorizzati si viola la legge e comunque, si presume che debba essere utilizzata, per quanto possibile, con coscienza. Di sicuro il cittadino di Castellarano, denunciato dalla Polizia Provinciale di Reggio Emilia, non solo non aveva alcun permesso, ma poco si preoccupava del controllo della sua trappola larsen.
Questo alla luce del fatto che delle tre gazze rinvenute, ben due erano ormai degli scheletri. La terza, era invece in buono stato. I due vani della gabbia erano entrambi sprovvisti di acqua e cibo.

Trattavasi invece di un cacciatore, l’uomo fermato sempre dalla Polizia Provinciale di Reggio Emilia a Cavriago. Esercitava la caccia in forma vagante ove non consentito, ed aveva abbattuto specie, come il fagiano (vedi foto in gallery), per le quali non si era ancora aperto il periodo stabilito per l’abbattimento. Soddisfazione per gli interventi della Polizia Provinciale è stata espressa dall’Assessore alla caccia Alfredo Gennari.

Sempre in Emilia Romagna, ma nella provincia di Forlì Cesena, la Polizia Provinciale ha fermato in località Biancarda, nel Comune di Verghereto un cacciatore sorpreso a uccidere specie protette. In tasca, in particolare, è stato trovato un Frosone, fringillide protetto dalla legge.

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