falco pecchiaiolo
GEAPRESS – Più di mille Falchi pecchiaioli sono oggi passati in migrazione sullo Stretto di Messina. Ad attenderli i volontari antibracconaggio del CABS e purtroppo tanti impuniti bracconieri.

Almeno fino alle 19.00 di oggi i rapaci hanno volato a quote improponibili per i fucili. Quando però le correnti termiche ascensionali (“bolle” di aria calda che si formano con l’irraggiamento del terreno) sfruttate dai rapaci in migrazione, sono iniziate a diminuire di potenza, i fucili hanno sparato.

I rapaci, infatti, volavano pericolosamente sempre più bassi, quasi a livello delle case di Reggio Calabria. I volontari, presenti nei pressi di S. Angelo di Melia, hanno visto il primo Falco Pecchiaiolo cadere. Si trattava di una femmina. Per lei mai più uova e nuovi nati per arricchire la biodiversità europea.

Appena il tempo di avvisare il Corpo Forestale dello Stato ed innanzi ai volontari si è prospettata una delle ultime “termiche” della giornata. Al suo interno roteavano almeno cinquanta Falchi pecchiaioli.

Gli esperti del CABS notano come per gli uccelli sia ormai  troppo tardi per raggiungere altezze di sicurezza. Proprio innanzi a loro  si prospetta un vero e proprio sbarramento di fuoco. Una zona ad alto rischio, ovvero gli uliveti di Solano. I Falchi si abbassano sempre più ed iniziano a cercare un posto dove posarsi per la notte. Per i bracconieri è questa una delle migliori condizioni per svolgere la loro attività. Decine gli spari che i volontari avvertono in pochi minuti. Impossibile dire quanti animali sono caduti tra gli alberi. E’ ormai quasi buio ma i bracconieri non desistono. Numerosi sono appostati anche a Calanna. Diversi pecchiaioli, riferiscono i volontari, sono stati abbattuti.

In un territorio così vasto – riferisce a GeaPress Giovanni Malara, responsabile del CABS – e in mancanza di un servizio di controllo appositamente predisposto, si può fare poco o nulla“.

La lunga stagione di morte per i Falchi in migrazione è appena iniziata.

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