falco pecchiaiolo
GEAPRESS – Una domenica di fuoco, quella contro i rapaci, che non risparmia critiche nei confronti delle vigilanza.

Secondo la nota diffusa dal CABS, lo speciale Nucleo di volontari antibracconaggio, nei luoghi ci sarebbe stata una pattuglia della Forestale impegnata in servizio di controllo venatorio. Segnalazioni che sarebbero poi proseguite anche al numero delle emergenze.

Nei luoghi, però, si sarebbe continuato a sparare contro i rapaci; spari che sarebbero stati ben uditi proprio in coincidenza dell’apertura della caccia ed il picco di passaggio migratorio dei Falchi di Palude, una specie protetta dalla legge.

Secondo i volontari, presenti nelle pinete di Motta San Giovanni e Montebello Jonico, l’attività venatoria in questi luoghi inciderebbe, nel mese di settembre, quasi esclusivamente contro gli uccelli rapaci protetti. Anche perché di specie cacciabili, riferisce il CABS, a parte qualche raro Colombaccio, non vi è nemmeno l’ombra.

Nel pomeriggio di ieri, intorno alle 16.45, sono cominciati gli spari. Un’attività di fucileria  proveniente dalla zona del “Castagneto di Pitea” e sulle alture che dominano l’abitato di Fossato Jonico. Spari, specificano i volontari, indirizzati contro i rapaci. Questo a causa del forte vento di scirocco che spingeva  gli uccelli a bassa quota nella vallata di Fossato, per poi risalire di ritorno in direzione delle pinete. Diversi Falchi di Palude sono stati quindi abbattuti a Fossato, mentre a Pitea è stato ferito, per fortuna in modo lieve, un giovane Falco Pecchiaiolo, che ha potuto continuare il suo volo.

Le successive richieste di intervento non avrebbero però dato esito.

I volontari hanno accertato la presenza sui luoghi di sospetti bracconieri a quanto pare già conosciuti e provenienti da Pellaro oltre che  dalla stessa città di Reggio Calabria.

Alcuni di loro erano protetti nell’attività illecita da staffette con motorini ed auto. In alcuni casi sono stati fotografati in atteggiamento di caccia, ma purtroppo non è stato possibile documentare gli atti di bracconaggio.

Sono settimane che lanciamo appelli per questa domenica – sottolinea Giovanni Malara, responsabile del CABS – Per fronteggiare il bracconaggio avevamo richiesto l’invio di un sottufficiale esperto del NOA, il Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato. Invece siamo stati lasciati da soli. Constatiamo amaramente che per risparmiare qualche centinaio di euro di missione si è scelto di sacrificare decine di rari Falchi di Palude, una delle specie più minacciate tra i rapaci europei. Anche di questi episodi sarà fatta una relazione dettagliata all’Unione Europea”.

Gli spari sono proseguiti fino a tardi. Gli ultimi addirittura al buio, contro falchi che si erano posati sugli alberi per la notte.

Dal Comando Provinciale di Reggio Calabria del Corpo Forestale dello Stato, contattato da GeaPress, riferiscono che la segnalazione verrà attenzionata, sebbene il Corpo esegua dei controlli in materia venatoria. L’intenzione è di intensificare i sopralluoghi nella zona.

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